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Sposini e la clinica delle cavie

Il giornalista ricoverato alla Prosperius.

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Lamberto Sposini: il giornalista è stato colpito da un ictus ad aprile 2011.

In Umbria Lamberto Sposini è tornato da qualche mese, subito dopo aver compiuto 60 anni, il 17 febbraio. I segni dell’ictus che lo ha colpito nell’aprile del 2011, poco prima della puntata della Vita in diretta sono ancora evidenti, ma i progressi ci sono. E fanno sperare in un recupero a una vita più che normale.
Ma il destino sembra accanirsi di nuovo contro il giornalista di Foligno, che ha esordito a Paese Sera negli Anni 70 prima di diventare uno dei volti più noti del Tg5.
E ha voluto che, dopo la lunga degenza svizzera, Sposini scegliesse come ricovero la clinica Prosperius di Umbertide in provincia di Perugia, la stessa dove nel 2008, 11 pazienti con gli stessi problemi del giornalista furono usati come cavie umane. La clinica degli orrori su cui la procura di Perugia ha indagato per tre anni dal 2008 al 2011.
SENTENZA SUI PAZIENTI-CAVIA A DICEMBRE. Le indagini dei carabinieri del Nas sono scattate subito dopo la denuncia presentata dal figlio di uno dei pazienti-cavia nella primavera di quattro anni fa.
L’esposto ha portato all’apertura di un’inchiesta e al processo nei confronti della struttura sanitaria e del neurologo della clinica, Paolo Milia, i cui atti Lettera43.it ha potuto consultare.
Il dibattimento si è aperto a giugno 2012. La sentenza penale è prevista per il 13 dicembre, mentre prosegue con lentezza la causa civile: i pazienti-cavia hanno chiesto un risarcimento di 900 mila euro.

Sotto accusa il Vitalaxin, integratore a base di Relaxina

La clinica Prosperius Tiberino si trova a Umbertide, in provincia di Perugia.

L’accusa parla di somministrazione di farmaci non riportati nel registro dei medicinali e non menzionati nella cartella clinica.
Un farmaco in particolare è sotto accusa: il Vitalaxin, un integratore a base di Relaxina, che è un ormone prodotto dalla donna. Il medicinale all’epoca dei fatti accertati dai Nas - aprile e maggio 2008 - era stato sperimentato solo negli Stati Uniti e non era in commercio in Italia.
Il neurologo Paolo Milia, 42 anni, che attualmente cura Sposini, nella drammatica confessione ha fatto i nomi del capo della struttura sanitaria e di alcuni primari, aggiungendo che i vertici della casa di cura, che sono ancora al loro posto, non solo sapevano, ma insistevano perché Milia provasse il farmaco sui pazienti.
REGISTRATA L'AMMISSIONE DI COLPEVOLEZZA. Ma c’è di più. Con altri colleghi che non sapevano, il neurologo, che non è mai stato sospeso dall’attività in clinica, si giustificava dicendo che si trattava di vitamina E.
L’ammissione di colpevolezza è contenuta in un nastro registrato dal figlio di una delle vittime, è agli atti della procura e dovrebbe concedere pochi margini alla difesa. Anche se oggi l'atteggiamento del medico è cambiato e la clinica lo sostiene.
PARERE FAVOREVOLE SULLA SPERIMENTAZIONE. La ragione? Un anno dopo i fatti, il 2 aprile 2009, l'istituto Prosperius ha ottenuto dal Comitato etico delle aziende sanitarie umbre il parere favorevole alla sperimentazione del farmaco incriminato.
All'epoca l'assessore alla sanità umbra era Maurizio Rosi, numero due del Partito democratico regionale, e già sindaco di Umbertide dal 1983 al 1995, la cui moglie, Marina Reggiani, lavora attualmente alla Prosperius.

26 Ottobre Ott 2012 0750 26 ottobre 2012
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