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I DISCORSI
19 Novembre Nov 2012 2000 19 novembre 2012

Marò, Ue all'Onu: «Preoccupati per loro»

Ragaglini: «La lotta alla pirateria deve essere prioritaria».

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Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

Non solo l'Italia, anche l'Unione europea professa la sua solidarietà e vicinanza ai due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, trattenuti dal febbraio 2012 in India e accusati dell'omicidio di due pescatori indiani.
Per la prima volta al Consiglio di sicurezza dell'Onu il rappresentante della Ue - intervenuto nel dibattito sulla pirateria dedicato al mantenimento della pace e della sicurezza - ha parlato del caso dei due militari italiani, pur senza mai citare il nostro Paese e l'India: «Restiamo profondamente preoccupati da uno specifico caso di inosservanza dei principi di base della legge internazionale, riguardante lo status del personale militare in servizio attivo in una missione ufficiale di antipirateria, e la giurisdizione dello Stato di bandiera in acque internazionali», ha affermato nel corso della sua dichiarazione davanti ai Quindici.
PRENDE PAROLA L'AMBASCIATORE ITALIANO. «La libertà di navigazione rimarrà un concetto privo di significato se la competenza giurisdizionale esclusiva dello Stato di bandiera non è garantita in acque internazionali», ha detto l'ambasciatore italiano presso l'Onu, Cesare Maria Ragaglini, intervenendo a un dibattito sulla pirateria in Consiglio di Sicurezza.
Ragaglini ha quindi ricordato come «attualmente due militari italiani sono detenuti in uno Stato membro con l'accusa di omicidio di due pescatori mentre stavano portando avanti una missione antipirateria a bordo di una petroliera italiana in acque internazionali. La pirateria marittima è una minaccia mortale per tutti gli uomini e le donne che lavorano per mare, per l'industria e per il commercio internazionale, e deve essere contrastata mediante un approccio multi-dimensionale che comprenda prevenzione, diplomazia, sicurezza e deterrenza», ha aggiunto l'ambasciatore.
«Gli sforzi per proteggere le rotte marittime e la lotta contro la pirateria possono essere efficaci solo se tutti gli Stati collaborano in buona fede secondo le regole stabilite dalle convenzioni Onu e dal diritto internazionale».

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