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Spinelli, i dubbi del rapimento lampo

I particolari che non tornano nel racconto del «ragioniere delle Olgettine».

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Il caso è chiuso, anzi no. Più passano le ore, più sorgono punti interrogativi sul rapimento lampo, il 15 ottobre scorso, del «cassiere delle Olgettine» Giuseppe Spinelli, ragioniere di fiducia di Silvio Berlusconi già sentito come teste nel processo Ruby.
Questione di ore, appunto.

1. Cosa è accaduto dal momento della liberazione alla denuncia?

Giuseppe Spinelli, contabile di Silvio Berlusconi.

Sono 11 quelle trascorse tra il momento del sequestro e la liberazione del ragioniere, la mattina del 16 ottobre. Trentasei, invece, quelle passate prima che gli avvocati del Cavaliere, Niccolò Ghedini e Piero Longo, segnalassero il sequestro al procuratore di Milano, Edmondo Bruti Liberati, il pomeriggio del 17 ottobre. In tutto un black-out di circa 24 ore.
Cosa è successo nel mezzo? È quello che si chiedono gli inquirenti dopo l'arresto, avvenuto la sera del 18 novembre, dei sei malviventi con precedenti specifici, accusati di aver messo in piedi il rapimento.

2. Il materiale informatico di cui parlano i rapitori è autentico?

Ed è giallo anche sul presunto dossier sul Lodo Mondadori. Fonti vicine alla procura sentite da Lettera43.it non hanno escluso che il materiale informatico, «in grado, secondo i rapitori, di ribaltare la sentenza sul Lodo Mondadori» (costata in sede civile a Mediaset più di mezzo miliardo di euro), possa essere autentico.
DOSSIER SU PM, DE BENEDETTI E FINI. Si tratterebbe, ha raccontato Spinelli ai magistrati, di dossier su alcuni magistrati, sul «nemico numero uno» del Cav, Carlo De Benedetti, e sul «numero due», Gianfranco Fini. Una «bomba» per cui i rapitori avrebbero chiesto a Berlusconi - senza avere un contatto diretto, assicurano alla squadra mobile - la somma di 35 milioni di euro.
PERQUISIZIONI IN CORSO. Dei documenti, per il momento, nessuna traccia. Sono in corso perquisizioni in varie parti d'Italia (anche in alcune banche), disposte dal comandante della mobile milanese Alessandro Giuliano che ha coordinato gli arresti della «banda».
«Spinelli dice di aver visto del materiale, sia cartaceo sia video. Non escludiamo niente», confermano fonti vicine alla procura.

3. Spinelli parla di un «foglio ingiallito». Che fine ha fatto?

Gianfranco Fini.

Nei verbali dell'interrogatorio, tenutosi il 18 ottobre davanti al procuratore aggiunto Ilda Bocassini (non a caso durante l'udienza del processo Ruby del 19 ottobre scorso il Cav strinse la mano alla pm, sua 'acerrima nemica') Spinelli ha raccontato di aver visto «un foglio di carta ingiallito». «Mi ricordo questo», ha aggiunto il ragioniere. «In alto c'era scritto Lodo Mondadori, De Benedetti, l'indicazione di due avvocati, tra cui una donna. I nominativi dei magistrati di primo grado, il dottor Forno (procuratore aggiunto di Milano, ndr). Poi c'era il nome di un presidente e di un giudice a latere, ma non ricordo i nomi». I magistrati, secondo il documento letto da Spinelli, sarebbero stati ospiti a «una cena con Gianfranco Fini».
LE PRESUNTE PRESSIONI DI FINI. È il foglio che, secondo uno dei rapitori, dimostrerebbe «pressioni da parte di Fini sui giudici del processo Mondadori». Sempre secondo il rapitore, ha raccontato Spinelli, «Fini avrebbe parlato con i magistrati, pregandoli di aiutarlo a mettere in difficoltà Berlusconi e che per questo sarebbe stato loro grato per tutta la vita».
Che fine ha fatto quel foglio? Sparito.

4. Dove sono l'Usb e il dvd con cui si sarebbero presentati i rapitori?

L'abitazione di Giuseppe Spinelli a Bresso.

Come spariti sono il dvd e la chiavetta Usb con cui il capo dei sequestratori si sarebbe presentato, alle 2 di notte del 16 ottobre, a casa Spinelli. Quale era il loro contenuto? Nessuno ancora lo sa.
Il dubbio, sottaciuto, è che la sparizione possa avere a che fare con quel «buco» di 36 ore tra la liberazione di Spinelli e la denuncia, da parte degli avvocati del Cav, del fatto alla procura.
LE PERPLESSITÀ DELLA PROCURA. Quasi due giorni, in cui Spinelli è stato prelevato dalle guardie del corpo dell'ex premier, e portato, assieme alla moglie, in una località segreta. Il tutto su ordine del «gran capo» in persona. Una circostanza che ha suscitato «perplessità» in procura.
Perché aspettare tanto tempo prima di denunciare? E perché tanta segretezza?

19 Novembre Nov 2012 1654 19 novembre 2012
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