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Il papa: «Le nozze gay sono una ferita alla giustizia»

Attacchi anche ad aborto ed eutanasia.

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Nozzi gay.

Duro monito di papa Benedetto XVI alle unioni omosessuali, all'aborto e all'eutanasia.
Nel messaggio per la Giornata della pace, venerdì 14 dicembre il Santo Padre ha affermato che «i tentativi di rendere il matrimonio fra un uomo e una donna giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione», sono «un'offesa contro la verità della persona umana e una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace».
La struttura naturale del matrimonio «va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale».
LA NATURA UMANA. Questi principi «non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa. Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l'umanità».
L'azione della Chiesa nel promuoverli «non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa».

Lotta a aborto ed eutanasia: «Bisogna amare»

Papa Benedetto XVI pronuncia la benedizione Urbi et Orbi il giorno di Natale.

Ratzinger ha speso parole anche in difesa della vita.
«Chi vuole la pace non può tollerare attentati e delitti contro la vita».
Il papa si è quindi scagliato contro la «liberalizzazione dell'aborto» e contro la volontà di «codificare arbitrii» diretti a stabilire «un preteso diritto all'aborto e all'eutanasia».
Operatori di pace «sono coloro che amano, difendono e promuovono la vita nella sua integralità», secondo cui «via di realizzazione del bene comune e della pace è anzitutto il rispetto per la vita umana, considerata nella molteplicità dei suoi aspetti, a cominciare dal suo concepimento, nel suo svilupparsi, e sino alla sua fine naturale».
BASTA ATTENTATI. Per il pontefice, «la vita in pienezza è il vertice della pace» e quindi, «chi vuole la pace non può tollerare attentati e delitti contro la vita».
Coloro che non apprezzano a sufficienza il valore della vita umana e, per conseguenza, sostengono per esempio la liberalizzazione dell'aborto, «forse non si rendono conto che in tal modo propongono l'inseguimento di una pace illusoria». Per il Santo Padre «la fuga dalle responsabilità, che svilisce la persona umana, e tanto più l'uccisione di un essere inerme e innocente, non potranno mai produrre felicità o pace. Ogni lesione alla vita, specie nella sua origine, provoca inevitabilmente danni irreparabili allo sviluppo, alla pace, all'ambiente».
LAVORO PER TUTTI. In questo grave periodo di crisi, Benedetto XVI si è anche preoccupato d'affrontare il tema del lavoro ricordando che «è un bene fondamentale per la persona, la famiglia, la società», e «a un tale bene corrispondono un dovere e un diritto che esigono coraggiose e nuove politiche del lavoro per tutti».
Il diritto al lavoro «non è adeguatamente valorizzato, perché lo sviluppo economico dipenderebbe soprattutto dalla piena libertà dei mercati». Per il pontefice, «il lavoro viene considerato così una variabile dipendente dei meccanismi economici e finanziari».

Arcigay ai candidati in Lombardia: «Condanna parole papa o niente seggio primarie»

Una manifestazione dell'Arcigay a Milano.

O i partiti di centrosinistra e i candidati presidenti della Lombardia condanneranno le parole del papa sui matrimoni omosessuali, o arcigay Milano ritirerà l'offerta di ospitare un seggio per le primarie e sabato 15 dicembre non aprirà la sede. Il presidente milanese di Arcigay Marco Mori ha affermato: «Colui che per il cattolicesimo è considerato il 'sommo pontefice' e che ieri ha incontrato e benedetto la portavoce del parlamento Ugandese, Rebecca Kadaga, che vuole istituire la pena di morte per le persone omosessuali nel suo Paese, merita l'unico segno tangibile da parte di quei politici che vogliono riportare dignità, laicità e diritti in questo Paese: distanza e condanna».
Mori ha poi continuato: «Pertanto, chiedo ai candidati alle primarie regionali della Lombardia e ai partiti che sostengono questo appuntamento elettorale una lettera di condanna a queste dichiarazioni e una riaffermazione dell'autonomia dello Stato e delle istituzioni dalle ingerenze della Chiesa Cattolica e di ogni confessione e che ribadisca l'impegno a fare dell'Italia un paese civile, moderno e progressista. In caso contrario Cig Arcigay Milano ritirerà la disponibilità ad ospitare le primarie nella propria sede e pertanto domani resteremo chiusi e non saremo seggio elettorale».
«È l'ora che si capisca - ha concluso - chi sono i veri democratici, progressisti e se davvero l'Italia e tutti gli italiani sono considerati un bene comune da difendere e tutelare».
AMBROSOLI: «ALLARGHIAMO DIRITTI DELLE COPPIE GAY». Umberto Ambrosoli, candidato alle primarie civiche del centrosinistra in Lombardia, ha replicato così ad Arcigay: «Sui diritti degli omosessuali abbiamo già espresso a più riprese la nostra posizione, sostenendo l'opportunità di allargare l'esperienza del Comune di Milano del registro delle coppie di fatto all'intero territorio regionale e l'opportunità di un percorso per il riconoscimento dei pieni diritti dei figli delle coppie gay».
Ambrosoli ha poi proseguito: «Non si tratta di prendere posizione sulle parole del papa ma si tratta di mantenere le posizioni già assunte in relazione alla dignità della vita omosessuale, che merita di essere riconosciuta come tutte le altre».
CONCIA: «PAPA AGGRESSIVO SUI GAY, VA CONTRO MESSAGGIO CRISTIANO». Anna Paola Concia, deputata del Partito democratico, ha dichiarato: «Il papa oggi ha detto che il matrimonio omosessuale è una ferita alla pace e alla giustizia: se non fosse a parlare il Pontefice, potrebbe sembrare una battuta di Giovanardi o Scilipoti che sono soliti fare propaganda becera sulla pelle delle persone».
VENDOLA: «SU GAY CHIUSURA A RICCIO, È FUGA DA DIALOGO». Nichi Vendola, presidente di Sinistra ecologia libertà ha invece commentato così: «L'omofobia è una fabbrica di intolleranza e di violenza. Perché far finta di nulla? Perché chiudersi a riccio nella difesa dei propri dogmi? Non siamo chiamati a costruire quella convivialità delle differenze che ci educa alla pace e alla libertà? Vorrei chiedere alla Chiesa Cattolica - ha proseguito il leader di Sel - perché questa fuga dal dialogo, dall'ascolto, dal confronto? In fondo anche gli inquilini del Sacro Soglio più volte hanno sbagliato nel corso della storia.... Mi permetto - ha concluso Vendola - di citare il verso di una preghiera: Signore salvami dall'imperizia di chi salva i principi e uccide le persone...».

14 Dicembre Dic 2012 1200 14 dicembre 2012
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