Genitori 130111151846
LA SENTENZA
11 Gennaio Gen 2013 1519 11 gennaio 2013

Corte di Cassazione, primo sì alle adozioni gay

«Un bambino cresce bene con due papà».

  • ...
Una coppia di genitori omosessuali con il loro bambino.

Storica apertura alle adozioni gay da parte della Corte di Cassazione. Mentre il tema resta di assoluta attualità e continua a dividere l'opinione pubblica e imbarazzare buona parte della politica italiana, i giudici hanno espresso un parere favorevole all'affidamento di un minore a una coppia composta da due persone dello stesso sesso.
I magistrati ritengono che un bambino possa crescere bene in una famiglia omosessuale, e che sostenere che «sia dannoso per l'equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale» non è che un «mero pregiudizio» (leggi le reazioni di Cei e Moige).
RICORSO RESPINTO. La pronuncia è arrivata dalla Prima sezione civile, che ha confermato l'affidamento esclusivo di un bambino alla madre, che attualmente convive con un'altra donna.
A fare ricorso contro l'affidamento deciso dalla Corte d'Appello di Brescia era stato il padre, un uomo di religione islamica, adducendo come motivazione il fatto che il bambino fosse inserito in una famiglia gay, fatto che avrebbe potuto comportare «ripercussioni negative» sul piccolo.
I legali dell'uomo avevano citato a favore del loro assistito l'articolo 29 della Costituzione sui «diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio».
Ricorso però respinto dalla Cassazione, che l'11 gennaio ha evidenziato come le affermazioni alla base del ricorso non siano fondate su «certezze scientifiche o dati di esperienza, bensì il mero pregiudizio che sia dannoso per l'equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale».
«TEORIE TUTTE DA DIMOSTRARE». Secondo Maria Gabriella Luccioli, presidente della Prima sezione civile, «si dà per scontato ciò che invece è da dimostrare, ossia la dannosità di quel contesto familiare per il bambino, che comunque correttamente la Corte d'appello ha preteso fosse specificamente argomentata».
La Suprema Corte ha inoltre fatto presente all'uomo che era stato proprio lui, con la sua condotta violenta nei confronti della compagna della sua ex, ad aver provocato una reazione di turbamento nel minore dal quale, per di più, si era allontanato quando il bimbo aveva appena 10 mesi «sottraendosi anche agli incontri protetti ed assumendo, quindi, un comportamento non improntato a volontà di recupero delle funzioni genitoriali e poco coerente con la stessa richiesta di affidamento condiviso e di frequentazione libera del bambino».
L'uomo, inoltre, ha chiesto di tener presente la sua educazione culturale e religiosa di fede mussulmana, che non ammette figli educati da coppie omosessuali. Anche a questo proposito la Cassazione è in disaccordo e ha replicato all'uomo di non aver fornito «alcuna specificazione delle ripercussioni negative, sul piano educativo e della crescita del bambino, dell'ambiente familiare in cui il minore vive presso la madre».
CONCIA: «SENTENZA GIUSTA». Immediate le razioni della politica. «La Cassazione giustamente afferma che non ci sono certezze scientifiche a questi preconcetti», ha detto Paola Concia, deputato del Partito democratico.
«In realtà, ci sono tanti studi provenienti anche da Oltreoceano che dimostrano come l'orientamento sessuale all'interno di una coppia non condiziona in alcun modo la crescita di un bambino che ha necessità di amore e affetto».
Secondo il presidente dell'Arcigay, Flavio Romani, «quello di oggi è un pronunciamento istituzionale storico che dà un assist formidabile alla futura maggioranza per legiferare finalmente per il matrimonio tra persone dello stesso sesso e la piena uguaglianza delle famiglie».
Romani ha anche ricordato che in Italia «esistono migliaia di figli e figlie di coppie omosessuali che sono discriminati per legge: è un orrore sociale e legislativo che va rapidamente superato. I partiti politici prendano finalmente atto di questa sentenza e adeguino i loro programmi e le loro prospettive a una realtà che ormai non può essere lasciata senza tutele e normative».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso