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16 Gennaio Gen 2013 1615 16 gennaio 2013

Morto nonno Khasan, Padrino della mafia russa

Usoian, 75 anni, è stato ucciso fuori da un ristorante di Mosca.

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di Claudio Salvalaggio

Aslan Usoian, Padrino della mafia russa ucciso il 16 gennaio 2013 a Mosca.

Lo ha ucciso un cecchino con un fucile di precisione, mentre usciva da un ristorante caucasico circondato dai suoi 'gorilla': è morto così, il 16 gennaio in pieno centro a Mosca, Aslan Usoian, detto Nonno Khasan, 75 anni, ritenuto il boss numero uno, il 'Padrino'' della mafia russa.
Era sopravvissuto a numerosi attentati. Anche a quello precedente del settembre 2010, quando un tiratore armato di kalashnikov, appostato alla finestra di un appartamento lungo via Tverskaia, a due passi dal Cremlino, l'aveva ferito gravemente all'addome mentre scendeva dall'auto, sempre scortato dalle sue guardie del corpo.
UNA FINTA MORTE. Era stato dato per morto, anche per evitare che gli continuassero a dare la caccia, ma un intervento chirurgico lo aveva salvato. Questa volta, però, il cecchino non ha sbagliato mira.
È arrivato sotto una fitta nevicata in un palazzo staliniano della tranquilla via Povarskaia, vicino a sedi di ambasciate e di fronte allo storico club dei letterati, quello del 'Maestro e Margherita' di Bulgakov.
È salito a un piano intermedio con un seggiolino portatile e un fucile mitragliatore Val calibro nove, dotato di silenziatore e mirino ottico. Poi ha atteso l'uscita dal ristorante di Nonno Khasan e ha sparato sei colpi, uno dei quali ha ferito gravemente al petto e alla gamba anche una dipendente del locale uscita per salutarlo.
Il boss è morto durante la corsa all'ospedale e ora la polizia ha blindato l'obitorio. Se n'è andata una figura leggendaria della malavita russa, vittima probabilmente di una guerra tra clan che ha fatto vittime anche in Europa, tra Francia e Spagna.
CRIMINALE PER 50 ANNI. Nato nel 1937 a Tbilisi, in Georgia, da genitori di origine curda, Usoian era stato condannato per la prima volta a 19 anni. Da allora, «50 anni di carriera» criminale, come aveva confessato in un interrogatorio di polizia parzialmente trasmesso dalla tivù russa prima del 2010.
Tra rapine, estorsioni, spaccio di droga e omicidi aveva scalato tutte le gerarchie malavitose, prima in epoca sovietica e poi nella Russia postcomunista, compresi i selvaggi Anni 90, quando a Mosca c'era il far-west e omicidi come questo erano all'ordine del giorno.
Tra i suoi alleati c'era un'altra figura 'mitica' della mafia russa, Viaceslav Ivankov, conosciuto come 'Il piccolo giapponese' (per i suoi occhi a mandorla e la sua passione per l'arte marziale dello Ju-Jitsu), che aveva regnato pure nel quartiere russo di Brooklyn: anche lui ferito in circostanze simili nel luglio del 2009 a Mosca e morto alcuni mesi dopo, a 69 anni.
ORGANIZZÒ I FUNERALI DI IVANKOV. Fu Usoian a dirigere i suoi funerali, degni di un capo di Stato, con una folla di 1.000 persone e misure di sicurezza speciali.
Tutti sapevano chi era Nonno Khasan, ma era rimasto a piede libero sino ad oggi. Secondo alcuni media, la mafia russa da tempo ha messo gli occhi sui fondi per i grandi appalti, dall'Olimpiade invernale di Soci nel 2014 al Mondiale di calcio del 2018.
Il timore, ora, è che si sia rotta la pax mafiosa che aveva fatto dimenticare i sanguinari Anni 90.

(Ansa)

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