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ISTAT
25 Gennaio Gen 2013 1951 25 gennaio 2013

Disabili, mancano gli insegnanti: solo uno ogni due alunni

Sono 145 mila. Al Sud maggiori problemi.

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Aumentano in Italia, gli alunni con disabilità. Nell'anno scolastico 2011-2012 sono stati circa 145 mila, suddivisi tra scuola primaria e scuola secondaria di primo grado.
Rispetto all'anno precedente sono aumentati dello 0,1%, confermando la tendenza osservata negli ultimi dieci anni. È il mezzogiorno l'area del Paese con un numero maggiore di alunni disabili non autonomi. Lo rileva l'Istat in un report statistico pubblicato il 25 gennaio.
DI PIÙ IN PROVINCIA BOLZANO. I disabili costituiscono il 3,1% del totale degli alunni. Circa 81 mila sono nella scuola primaria e poco più di 63 mila nella scuola secondaria di primo grado. La percentuale più elevata è nella provincia autonoma di Bolzano per entrambi gli ordini scolastici (5,2% e 9,2%), quella minore in Basilicata (2,0% e 2,4%). Rispetto all'anno precedente ci sono 6 mila alunni disabili in più, in maggioranza maschi.
AL SUD MENO AUTONOMI. Nelle scuole primarie il 19,8% degli alunni con disabilità non è autonomo in almeno una delle attività indagate (autonomia nel mangiare, nello spostarsi e nell'andare in bagno) e il 7,8% non lo è in tutte e tre le attività.
Nelle scuole superiori di primo grado le stesse percentuali sono rispettivamente del 14,5% e del 5,4%. Nelle scuole primarie del Sud la situazione peggiore, con il 25,2% degli alunni disabili non autonomi in almeno una delle attività indagate e il 9,6% quelli non autonomi in nessuna delle tre attività; lo stesso nelle secondarie (19,7% e 7,6%).
RITARDO MENTALE PROBLEMA PIÙ DIFFUSO. Il ritardo mentale riguarda in media il 36,3% della popolazione disabile nella scuola primaria e il 42,9% di quella della scuola secondaria di primo grado.
Nella primaria questo problema è seguito dai disturbi dell'attenzione, da quelli del linguaggio e dai disturbi dell'apprendimento.
Nella scuola secondaria di primo grado invece, dopo i disturbi mentali, i problemi più frequenti sono legati all'apprendimento, all'attenzione e ai disturbi affettivi relazionali.
Lo svantaggio del Sud si riscontra anche in questo aspetto, con percentuali maggiori di alunni disabili con almeno tre problemi.

Al Sud le scuole con più barriere architettoniche

Il problema più allarmante però riguarda gli insegnanti di sostegno che sono poco più di 65 mila, uno ogni due alunni disabili.
Svolgono attività di tipo didattico con l'80% di questi alunni e attività prevalentemente assistenziale con l'8,2% degli alunni della primaria e il 7,2% della secondaria.
IL 14% CAMBIA DOCENTE NELL'ANNO. Con riferimento alle ore settimanali di sostegno assegnate in media all'alunno, l'Istat ha evidenziato un numero di ore maggiore nelle scuole del Sud (13,3 ore medie settimanali nella scuola primaria e 10,7 ore medie settimanali nella scuola secondaria di primo grado), più basso nel Centro (10,1 e 8,0 ore) mentre il Nord è in posizione intermedia (10,3 e 8,3 ore).
Circa il 9% delle famiglie con alunni disabili ha fatto ricorso al tribunale civile o al tar per ottenere un aumento delle ore di sostegno, e al Sud la quota è doppia rispetto al Nord.
Il 14,8% degli alunni disabili della primaria ha cambiato docente di sostegno nel corso dell'anno scolastico, il 10% nella secondaria.
POCA PARTECIPAZIONE AD ATTIVITA' EXTRASCOLASTICHE. Solo un alunno disabile su due partecipa ad attività extra-scolastiche. Ancora più bassa la quota di quelli che vanno ai campi scuola (15% nella primaria e 17% nella secondaria).
ANCORA TANTE BARRIERE ARCHITETTONICHE. Aumenta, anche se molto lentamente, il numero di scuole che hanno ridotto il numero di barriere architettoniche. Il Sud è l'area con la percentuale più bassa di scuole che hanno scale e servizi igienici a norma. Al Nord, invece, c'è la percentuale più elevata di scuole con scale e servizi igienici a norma.

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