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TRUFFA
5 Febbraio Feb 2013 0900 05 febbraio 2013

Crac De Tomaso, arrestati Alesi e Malvino

Sottratti 13 mln di soldi pubblici. Ai domiciliari i due manager.

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Gian Mario Rossignolo, proprietario della De Tomaso.

Finanziamenti pubblici alla De Tomaso. Ci sono due nuovi arresti.
Nella mattina del 5 febbraio sono finiti ai domiciliari, con l'accusa di concorso in truffa aggravata ai danni dello Stato, Massimiliano Alesi, l'ex direttore generale dell'azienda dichiarata fallita dal Tribunale di Livorno, e Giuliano Malvino, procuratore speciale della Tas, società cuneese incaricata dalla casa automobilistica di attività di enginnering e sviluppo tecnico di auto.
L'inchiesta per cui Alesi e Malvino sono finiti ai domiciliari è quella sui fondi per i corsi di formazione che nel luglio del 2012 portò all'arresto dell'imprenditore Gian Mario Rossignolo.
SOTTRATTI 13 MLN DI FONDI PUBBLICI. I magistrati hanno contestato ad Alesi e Malvino di aver ricoperto un ruolo importante nell'indebita percezione e nell'illecito utilizzo dei fondi pubblici per 13 milioni di euro, arrivati all'azienda automobilista torinese per finanziarie corsi di formazione professionale (7 milioni e mezzo) e per l'allestimento di nuove linee produttive (5 milioni e mezzo).
PAGATE FATTURE FALSE. In particolare, sempre secondo l'accusa, Alesi avrebbe intascato parte del finanziamento legato alla formazione, sottraendo fondi per circa un milione di euro mediante il pagamento di fatture false emesse nei confronti della De Tomaso da società di comodo a lui riconducibili.
SETTE ARRESTATI IN TOTALE. Le responsabilità penali di Malvino sarebbero invece legate alla sua carica di procuratore speciale della Tas, società che avrebbe emesso fatture gonfiate nei confronti della Te Domaso, pagate con fondi erogati dalla Regione Piemonte. Parte del denaro, secondo la ricostruzione della guardia di finanza, illecitamente trasferito alla Tas è stato poi restituito alla holding dei Rossignolo, proprietaria dell'azienda automobilistica, attraverso degli aumenti di capitale in realtà mai realizzati e la stipula di contratti fittizi di cessione e di utilizzo del marchio 'Fissore'.
Con i due arresti del 5 febbraio, salgono così a sette gli arresti delle fiamme gialle torinesi nell'ambito dell'inchiesta De Tomaso.

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