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NELLE SEGRETE STANZE
15 Marzo Mar 2013 0937 15 marzo 2013

Papa Francesco eletto grazie a un accordo tra Sodano, Bertone e americani

L'argentino ha raccolto 90 voti.

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I cardinali riuniti in Conclave.

Papa Francesco pare sia stato eletto con più voti di Joseph Ratzinger nel 2005: 90 su 115, ben più della soglia dei 77 fissati da Benedetto XVI per dare maggiore unità alla scelta del successore di Pietro.
Due giorni dopo l'elezione al Soglio pontificio di Jorge Mario Bergoglio, cominciano a trapelare alcuni retroscena sul Conclave.
LA VOLATA NEL PRIMO SCRUTINIO. Secondo la ricostruzione di Repubblica, già nel primo scrutinio il cardinale argentino ha incassato il sostegno dei cosiddetti riformatori, extraeuropei in primis. In seconda battuta si sono orientati su di lui i consensi degli americani convinti, sotto la guida dell'arcivescovo di Washington Donald Wuerl, che Bergoglio fosse l'uomo giusto per «purificare e riformare» la Chiesa e la Curia. Sulla loro scia si sono mossi anche alcuni porporati europei, tra tutti il francese André Vingt-Trois, che ha abbandonato Angelo Scola dopo aver capito, si dice, che l'arcivescovo di Milano non l'avrebbe spuntata.
L'elezione di Bergoglio quindi è stato il frutto di un accordo tra il decano del Sacro Collegio, benché non elettore, Angelo Sodano, il cardinale Giovan Battista Re, l'ala curiale capeggiata da Tarcisio Bertone e gli americani.
Naturalmente i porporati hanno mantenuto il silenzio sulle operazioni di voto. Ma lo spostamento dei consensi in massa sull'argentino sono stati captati da mezze frasi e accenni.
LE MOSSE VINCENTI DI BERGOGLIO. Ad aver consegnato il Soglio di Pietro a Francesco sono state due mosse fondamentali. La prima è stata il suo intervento in aula Paolo VI durante le Congregazioni generali. In modo asciutto e senza dilungarsi Bergoglio ha esplicitamente invocato una «purificazione» e la fine del «carrierismo». Un programma più che convincente per una Chiesa attraversata e scossa dallo scandalo Vatileaks e da faide interne.
L'ENDORSEMENT DI SODANO. Decive sarebbero state anche le parole di Angelo Sodano durante la Missa pro eligendo che ha preceduto l'extra omnes. «Serve un papa dal cuore generoso», aveva tuonato nell'omelia entrando nello scontro tra curiali e riformatori, «con una forte connotazione pastorale».
Il primo scrutinio ha così restituito gli equilibri all'interno del Sacro Consiglio. I voti per il brasiliano Scherer, uno dei favoriti, si sono volatilizzati. Quelli per Scola si sono rivelati ben più bassi delle aspettative. E Bergoglio ha cominciato a prendere quota. Alla quinta votazione si è arrivati a 90 voti su 115.
SCOLA «TRADITO» DAGLI ITALIANI. L'arcivescovo di Milano, entrato in Conclave papa, si è visto voltare le spalle da molti porporati su cui pensava di poter contare, compresi alcuni italiani dissuasi dalla sua vicinanza a Comunione e liberazione e dalla sua visione di una Chiesa attiva nella società come nella politica e di forte connotazione carismatica. La stessa che aveva caratterizzato il pontificato di Giovanni Paolo II. Un calcolo che ha accomunato anche i sodaniani e i bertoniani, diposti ad appoggiare Bergoglio piuttosto che il principale avversario italiano.

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