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ALLO STUDIO
12 Maggio Mag 2013 1957 12 maggio 2013

Debiti Pa, spunta tassa sulle sigarette elettroniche

Nuovo balzello? Ovale: «Una follia».

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Una sigaretta elettronica.

Spunta un balzello sulle sigarette elettroniche tra le ipotesi di 'copertura' di una delle misure che, il 13 maggio, potrebbero essere inserite nel decreto sui debiti della Pa. La novità sarebbe prevista da un emendamento dei relatori per applicare l'accisa anche su prodotti contenenti nicotina o sostanze sostitutive del consumo di tabacco.
SOLDI A COMUNI E PROVINCE. Su un provvedimento di ampia portata, che libera 40 miliardi per i pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione, la norma sulle sigarette elettroniche è davvero una minuzia: darà al massimo qualche milione di euro di gettito. Ma certo rappresenta una novità. Attualmente sull'acquisto delle ricariche per le sigarette elettroniche viene pagata l'Iva mentre non si applica l'accisa prevista invece per il tabacco e i prodotti da fumo.
La 'copertura' verrebbe introdotta in un emendamento che prevede un ampliamento degli spazi finanziari che le Regioni avrebbero all'interno del proprio Patto di Stabilità per girare a Comuni e Province con la finalità di pagare investimenti, il cosiddetto 'Patto di stabilità verticale'.
OVALE: «COLPITO SETTORE CHE CREA LAVORO». La proposta non piace per nulla ai produttiori di e-cig. «L'idea di una nuova tassa è contro gli italiani. L'ipotesi di un balzello sulle ricariche per sigarette elettroniche da inserire all'interno del decreto sui debiti della Pa è pura follia: colpisce un settore tra i pochi in crescita e che sta creando posti di lavoro», ha fatto sapere la società Ovale, tra le prime ad investire nel settore in Italia e in Europa. «Periodicamente assistiamo a tentativi da parte di qualcuno di bloccare, scoraggiare o indebolire la 'rivoluzione' tecnologica delle sigarette elettroniche», ha affermato la società.
«Per entrare più strettamente nella questione tecnica, la sigaretta elettronica non è un prodotto succedaneo dei prodotti del tabacco perché non ha combustione né lavorazione del tabacco e non può essere regolamentata come la sigaretta tradizionale. È un prodotto elettronico e come tale va considerato. L'emendamento è di fatto un atto di forza, è una violazione alla libertà di impresa e una violazione della concorrenza leale. Questa manovra sarebbe un attacco irresponsabile che creerebbe un ingiusto e ingiustificabile vantaggio per le lobby del tabacco».

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