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CURA MIRACOLOSA
28 Maggio Mag 2013 1500 28 maggio 2013

Bochum, bimbo rinato grazie alle staminali

Germania: il trapianto lo sveglia dal coma.

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I professori Arne Jensen e Eckard Hamelmann col piccolo paziente curato grazie a un trapianto di cellule ottenute dal suo stesso cordone ombelicale.

Dopo che il decreto sulle cellule staminali, che consente a chi ha già iniziato le terapie con il metodo Stamina di continuarle, è diventato legge il 22 maggio in Italia dalla clinica universitaria tedesca di Bochum una storia di una miracolosa guarigione testimonia le potenzialità di questo genere di cure, spesso oggetto di accese diatribe.
La rivista scientifica Case Reports in Transplantation ha raccontato di una sperimentazione senza precedenti condotta dai professori Arne Jensen e Eckard Hamelmann che ha restituito la speranza di una vita normale a un bambino le cui possibilità di sopravvivenza erano, secondo la letteratura medica, soltanto il 6%. E anche nel caso più positivo sarebbe stato condannato a una esistenza vegetale.
Ma dopo un solo trapianto con le cellule del suo stesso cordone ombelicale, invece, il bimbo è uscito lentamente dal coma vegetativo e ha ripreso gradualmente a capire, rispondere, controllare gli arti, mangiare e infine persino stare seduto e camminare
CONDIZIONE VEGETATIVA DOPO UN ARRESTO CARDIACO. Il caso raccontato è senza precedenti e comincia nel 2008. All'epoca il piccolo, di soli due anni e mezzo, ha subito un arresto cardiaco e si è trovato privo di vita a tutti gli effetti per 25 minuti.
Rianimato con fatica dai medici, il piccolo ha condotto per mesi un'esistenza che pareva senza via di uscita: in coma, con gran parte del cervello danneggiata da larghe ischemie, gli organi non più funzionali, il corpo paralizzato.
I genitori disperati, ha raccontato la rivista, si sono rivolti al dipartimento di ostetricia e ginecologia dell’Università di Bochum, che aveva condotto esperimenti sulla regressione della paralisi celebrare, per sottoporre il figlio a cure innovative e mai tentate.
SOMMINISTRATE CELLULE DEL SUO STESSO SANGUE. Il 27 gennaio 2009, nove settimane dopo l’arresto cardiaco, al bambino sono state somministrate per infusione intravenosa le cellule del suo stesso sangue: dal cordone ombelicale, conservato dai genitori fin dalla nascita del figlio, se ne sono ricavati poco più di 90 millilitri, quanto un dito di liquido in un bicchiere.
Una quantità comunque sufficiente, riporta l'articolo, per innescare miracolosi miglioramenti nel piccolo paziente, che ha cominciato a migliorare giorno dopo giorno
MIGLIORAMENTI MIRACOLOSI. Dopo appena una settimana di terapia sono cessati i lamenti di dolore e il bambino è sembrato risalire lentamente dal coma. Ha risposto agli stimoli acustici. Due mesi sono bastati per ridurre decisamente la paralisi spastica e restituirgli il controllo sui movimenti e la vista. Il piccolo è tornato in grado di sorridere e pronunciare le prime parole. Dopo 40 mesi poteva mangiare da solo, gattonare e camminare se aiutato. Persino formulare intere frasi.
GLI SCIENZIATI: «RIGENERAZIONE SENZA PRECEDENTI». Nelle conclusioni, il team di ricerca ha scritto: «Data la severità del danno cerebrale e lo stato vegetativo persistente di cui soffriva, il paziente ha recuperato in un modo che è difficile spiegare con la sola riabilitazione intensa. Considerando i dati raccolti, appare che il trapianto autologo di cellule provenienti dal sangue del cordone ombelicale possa in parte aver contribuito all’eccezionale rigenerazione neurologica funzionale osservata nel paziente. Se così fosse, questo sarebbe il primo resoconto di una terapia cellulare di successo sulla paralisi cerebrale pediatrica, una condizione per la quale non c’è cura al momento».

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