Femen Tunisia Amina 130319214930
A PROCESSO
30 Maggio Mag 2013 2200 30 maggio 2013

Tunisia, la Femen Amina rimane in carcere

Nuove accuse per condotta immorale. Protesta dei salafiti.

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Amina, la femen tunisina.

Alla lettura della sentenza presso il tribunale di Kairouan Amina Tyler aveva tirato un sospiro di sollievo Il peggio sembrava passato. Una multa di 200 dinari, circa 100 euro, per riavere la libertà. E invece il 30 maggio il giudice istruttore nel processo contro l'attivista tunisina accusata di avere scritto 'Femen' sul muro di un cimitero e del possesso di una bomboletta di gas lacrimogeno, ha deciso che la ragazza resti in carcere. La corte ha infatti avanzato nuove accuse di comportamento immorale e profanazione di un cimitero.
TENSIONE COI SALAFITI. Il giudice, mantenendo l'anonimato, ha annunciato che la ragazza sarà interrogata il 5 giugno in relazione alle nuove accuse.
Fuori dall'aula per tutto il giorno ci sono stati momenti di tensione. Ad alimentarla sono stati proprio decine di salafiti di Ansar al Sharia che hanno cercato invano di entrare nel tribunale dove si celebrava il giudizio, ma sono stati respinti dagli uomini delle forze dell'ordine.
OBIETTIVO DELLA PROTESTA. I salafiti, infatti, si ritengono il vero obiettivo della protesta della ragazza che, recandosi a Kairouan nelle ore in cui avrebbe dovuto tenersi il raduno nazionale di Ansar al Sharia (peraltro vietato dal ministero dell'Interno), voleva lanciare loro una sfida. I salafiti non si sono limitati a vociare, ma hanno anche pesantemente insultato i componenti del collegio di difesa della ragazza i quali, vedendosi minacciati, hanno minacciato di disertare il processo in segno di protesta, chiedendo l'incriminazione di chi aveva tentato di intimidirli.

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