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LUTTO
9 Giugno Giu 2013 1831 09 giugno 2013

Morto il direttore d'orchestra Bartoletti

Si è spento a Firenze. Era del 1926. Ha lavorato anche in America.

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Il direttore d'orchestra Bruno Bartoletti.

È morto a Firenze il direttore d'orchestra Bruno Bartoletti. Nato a Sesto Fiorentino nel 1926 ha trascorso la sua lunga carriera tra l'Italia e gli Usa dove è stato per molti anni direttore artistico del Lyric Opera House di Chicago. Considerato uno specialista della musica del Novecento, in particolare per la sua interpretazione di opere di Britten e Puccini, è stato direttore stabile a Firenze, Roma e Copenhagen e direttore artistico del Maggio Musicale Fiorentino.
SUL PALCO FINO ALL'ULTIMO. Bartoletti, morto proprio alla vigilia del suo 87esimo compleanno, è stato sul podio fino a quando le forze e l'età glielo hanno consentito. Tra gli ultimi impegni di Bartoletti la Manon Lescaut di Puccini nel 2011 al Maggio musicale fiorentino ma il suo nome era anche nel cartellone 2012 della stagione del Teatro Massimo di Palermo.
LA CARRIERA TRA ITALIA E USA. Il suo legame con gli Usa risale agli anni Sessanta: nel 1964 fu stato nominato direttore stabile e artistico della Opera House di Chicago, carica che non ha mai lasciato fino alla fine. Il suo debutto a Firenze nel 1953 con Rigoletto: ma al Maggio Musicale Fiorentino il suo nome è legato soprattutto per le tante direzioni sinfoniche e operistiche di compositori tra Ottocento e Novecento, fra cui Hindemith, Britten, Berg, Weill, Henze, Sostakovic, Berio e, ovviamente, l'adorato Puccini. Sua una storica incisione del Trittico con Mirella Freni e Leo Nucci. Tra le prime esecuzioni, «Napoli milionaria» di Rota a Spoleto e «The Paradise Lost» di Penderecki. Per gli allestimenti operistici ha collaborato in particolare con Liliana Cavani per «Wozzeck» e «Cardillac».
IL LEGAME CON FIRENZE. Nonostante la cifra internazionale della sua carriera è rimasto sempre legato a Firenze e al lungo periodo della sua direzione artistica del Maggio Musicale Fiorentino dal 1985 al 1991, anche durante il periodo della sovrintendenza di Massimo Bogianckino. E delle sorti del festival fiorentino, oggi in forte crisi, si è occupato fino alla fine con interviste ed interventi particolarmente pungenti e critici nei confronti della gestione degli ultimi anni del Maggio e della sua fondazione. Proprio negli scorsi giorni, insieme ad altri intellettuali fiorentini, stava lavorando ad un appello per 'salvare' il Maggio e contro la sua «liquidazione».
LE ESEQUIE IL 10 GIUGNO. Sono fissati per lunedì 10 giugno alle 16.30 nella pieve di San Martino a Sesto Fiorentino i funerali di Bartoletti. La salma del musicista è stata esposta alle Cappelle del Commiato, mentre dalle 10 alle 15 del 10 giugno la camera ardente è previsto venga allestita nel foyer del Teatro Comunale.
L'OMAGGIO DEL TEATRO ALLA SCALA. Il teatro alla Scala di Milano ha voluto dedicare un «ricordo commosso» a Bartoletti che ha collaborato con il teatro milanese per 13 produzioni, a partire dal 1958. «Gli spettacoli che lo hanno visto al lavoro alla Scala» si sottolinea in una nota del teatro «raccontano la versatilità e la cultura di un direttore curioso nel riscoprire il passato quanto attento ad ascoltare il suo tempo». Si va dalla Scuola delle mogli di Virgilio Mortari, alla Piccola Scala, nel 1959 a Madama Butterfly nel 2004. Nel 1960 ha lavorato a Il revisore di Werner Egk, a Lo frate 'nnamorato' di Pergolesi nella regia di Zeffirelli (maggio 1960) e al balletto Laudes Evangelii. L'anno seguente è stata la volta del trittico La serva padrona/La Scala di seta/Le cantatrici villane. Ha diretto il dittico La vida breve/Iberica del 1967, la prima milanese de Il naso di Sostakovic nel gennaio '72, La condanna di Lucullo di Brecht-Dessau nella storica regia di Strehler, al teatro Lirico nel 1973. È del 1999 la direzione dell'Angelo di fuoco di Prokofiev, del 2003 la ripresa della Boheme di Zeffirelli. Madama Butterfly con la regia di Keita Asari, nel 2004, resta la sua ultima direzione per i cartelloni del Teatro alla Scala.

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