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IL PERSONAGGIO
10 Luglio Lug 2013 1133 10 luglio 2013

Bernard Tapie, le alterne vicende del miliardario francese

La parabola dell'imprenditore.

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Bernard Tapie.

Gli hanno sequestrato anche l'amata villa di Saint Tropez. I giudici che indagano sull'arbitrato tra la Repubblica francese e l'ex patron di Adidas Bernard Tapie non hanno avuto pietà. E dopo aver ipotizzato il 28 giugno che la sentenza favorevole al miliardario fosse frutto di una truffa organizzata, hanno deciso di passare ai fatti, togliendo tutto (o quasi) all'uomo dalle mille vite, amico di Nicolas Sarkozy, ex ministro socialista, attore e imprenditore dello sport.
UNA VILLA DA 48 MILIONI DI EURO. Secondo quanto riferito dal quotidiano francese Le Monde, il tribunale ha disposto il sequestro di beni per un valore di 138 milioni di euro. Oltre alla villa in Costa Azzurra, acquistata nel settembre 2011 per 48 milioni, sono stati congelate due assicurazioni per la vita stipulate da Bernard e dalla moglie Dominique il cui riscatto vale circa 21 milioni e le partecipazioni immobiliari in un hotel di Parigi, quantificabili in altri 70 milioni.
Ma il patrimonio del milionario francese è ben più vasto. Soltanto per l'affaire Adidas - la società, allora di Tapie, nel 1993 fu venduta dal Crédit Lyonnais, accusato poi di averci guadagnato sopra ai danni dell'imprenditore - ha ricevuto un risarcimento di 405 milioni di euro.
NEL MIRINO 15 CONTI BANCARI. Per far luce sui beni dell'ex ministro, la guardia di finanza ha messo sotto osservazione tutti e 15 i conti bancari riconducibili ai coniugi. E ha fatto richiesta per controllarne almeno sei.
Ora l'inchiesta rischia di trascinare nel fango la direttrice del Fondo monetario internazionale (Fmi) di Washington, Christine Lagarde, ministro delle Finanze all'epoca dei fatti. Ma soprattutto può far precipitare Tapie, per l'ennesima volta, dalla ribalta al carcere.

Da venditore di televisioni a patron dell'Olympique Marsiglia

Bernard Tapie nello stadio di Marsiglia.

Tapie è il parallelo francese di uno degli archetipi italiani: l'imprenditore venuto dal nulla, tanto caro a Silvio Berlusconi. E con il Cavaliere ha molto in comune: l'abilità da venditore, la passione per il calcio, l'amore per la televisione, l'avventura in politica e financo le condanne giudiziarie.
Figlio di padre operaio, dopo il servizio militare e il tentativo subito abbozzato di diventare un cantante, il giovane Tapie scoprì presto la vocazione per gli affari: iniziò a vendere televisori mostrando un'abilità non comune che gli permise di mettere da parte un gruzzolo e di aprire il suo negozio.
MANAGER INSAZIABILE. Da allora la sua avventura imprenditoriale non si è più fermata, passando rapidamente dalle forniture all'ingrosso all'acquisto di imprese indebitate da ristrutturare e rimettere sul mercato: un manager del private equity ante litteram.
Tuttavia la sua estrazione popolare e la capacità comunicativa lo resero anche un perfetto animatore delle trasmissioni televisive degli Anni 80. E presto gli aprirono anche la strada della politica, prima come deputato del partito socialista - correva l'anno 1989 - e poi come ministro di François Mitterand.
IL BUSINESS SPORTIVO. Nel frattempo, però, da vero imprenditore insaziabile, Tapie aveva intuito le potenzialità di fare affari con lo sport, prima lanciandosi nel ciclismo e poi nel calcio con l'acquisto dell'Olympique Marsiglia.
Durante i suoi anni come patron, dal 1986 al 1994, la squadra vinse tutto ciò che c'era da vincere fino all'agognata Champions League, strappata proprio al Milan di Berlusconi nel 1993.
L'avventura si rivelò tra le più importanti della sua vita, come cruciali furono tutti i primi Anni 90.
Nel 1990 Tapie era il padron di Adidas, multinazionale dell'abbigliamento sportivo con i conti in rosso. La vendette nel 1993 per non avere conflitti di interesse nella sua nuova veste di ministro. Allora sembrava all'apice della carriera. E invece stava iniziando il suo declino.
IL CARCERE IN ISOLAMENTO. Nel 1995, infatti, venne condannato a due anni per corruzione. I magistrati francesi scoprirono che l'Olympique Marsiglia aveva comprato una partita corrompendo i giocatori avversari per arrivare in forma alla finale di Champions. Così, da politico e imprenditore Tapie precipitò al ruolo di carcerato, finendo per scontare otto mesi di galera, in cella di isolamento per evitare le eventuali ritorsioni contro un uomo che fino a poco prima aveva la Francia in mano.

Le relazioni pericolose con il presidente Nicolas Sarkozy

Christine Lagarde e Bernard Tapie.

Escluso dalle cariche pubbliche e condannato successivamente anche per frode fiscale, Tapie non si è perso d'animo.
Ha abbandonato la politica vissuta in prima linea e si è reinventato come attore. Nel 1996 è riuscito a ottenere il ruolo di protagonista in un film di Claude Lelouche. Poi si è buttato nel teatro e infine nella fiction televisiva con discreto successo. Con tutta probabilità oggi i giovani francesi lo ricordano più come il commissario Valence del telefilm che come politico. Il fascino del potere però non l'ha mai abbandonato. E infatti i suoi legami con i palazzi che contano sono rimasti.
UN ENDORSEMENT CONTROVERSO. Nel 2007 annunciò il suo endorsement a Nicolas Sarkozy, cancellando in un colpo solo la sua storia a sinistra. E oggi proprio la sua vicinanza al presidente di centrodestra è sotto la lente del tribunale.
Tapie è infatti sospettato di aver condizionato i funzionari del ministero delle Finanze affinché si pronunciassero a favore di un arbitrato nella risoluzione delle contesa con il Crédit Lyonnais, sulla vendita di Adidas. L'arbitrato in effette si tenne, e gli fruttò un risarcimento milionario. Che ora però viene contestato.
Con quel denaro, Madame Tapie acquistò un appartamento a Marsiglia dal valore di 270 mila euro. E poi si dedicò ai figli: per Stephane una casa da 320 metri quadri al costo di 1 milione 335 mila euro e per Sophie un appartamento a Neuilly sur Seine, alle porte di Parigi, con giardino da 200 metri quadri e sauna. Nello stesso comune, poi i Tapie sono proprietari di un albergo acquistato alla modica cifra di 15 milioni e 200 mila euro.
UN PICCOLO IMPERO IMMOBILIARE. Insomma, l'ex ministro ha accumulato un piccolo impero immobiliare che ora potrebbe tornare nelle mani dello Stato. A Tapie, che ha da poco venduto il suo jet privato, rimarrebbero comunque fior di proprietà e anche uno yacht da 74 metri e 40 milioni di euro, ancorato a Marsiglia e affittabile per 500 mila euro la settimana. L'uomo d'affari lo aveva battezzato Reborn (rinato) in onore della sua nuova vita. Ma evidentemente aveva fatto i conti senza la giustizia francese.

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