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Consorzio Venezia Nuova, 100 arresti

Tra i 100 arrestati c'è anche l'ex presidente.

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Una veduta dall'alto del cantiere per la costruzione del Mose, il sistema di dighe a protezione della laguna di Venezia.

È scattata all'alba del 12 luglio una vasta operazione della guardia di finanza di Venezia, che ha eseguito 14 arresti nell'ambito di un'inchiesta che ha visto al centro il consorzio Venezia Nuova, la società che si occupa del progetto del Mose, il sistema di dighe che dovrebbe tutelare la città lagunare dalle inondazioni e dall'acqua alta.
Oltre 500 militari delle Fiamme gialle hanno operato, tra arresti e perquisizioni, tra il Veneto, la Lombardia, il Friuli Venezia Giulia, l'Emilia Romagna, la Toscana, il Lazio e la Campania.
ACCUSATI DI TURBATIVA D'ASTA. Secondo quanto si è appreso, la principale accusa nei confronti degli indagati è turbativa d'asta. Tra gli arrestati anche l'ex presidente e direttore generale del consorzio, Giovanni Mazzacurati, dimessosi lo scorso 28 giugno.
Nell'ambito dell'inchiesta sono state indagate circa 100 persone. Sono sette gli arresti domiciliari e altri sette gli obblighi di dimora notificati nelle 140 perquisizioni effettuate dai finanzieri. Tra gli arrestati anche Pio Savioli, consigliere del consorzio Venezia Nuova.
Le accuse, secondo quanto si è appreso, sono fatture false e appalti 'distorti'.
PROGETTO ANCORA IN FASE DI COSTRUZIONE. Il Mose (Modulo sperimentale elettromeccanico) è un progetto ancora in fase di costruzione. Il suo sistema di paratoie meccaniche è in grado di isolare Venezia e la sua laguna dal mare Adriatico, preservandola dai rischi dell'acqua alta.

12 Luglio Lug 2013 1007 12 luglio 2013
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