Giacomo Stucchi 130702150120
ALLARME
25 Settembre Set 2013 1930 25 settembre 2013

Telecom, Copasir: «Sicurezza a rischio»

Stucchi: «La rete telefonica è la struttura più delicata del Paese».

  • ...
Giacomo Stucchi (Lega Nord), presidente del Copasir.

Franco Bernabè ha detto di «aver saputo dai comunicati stampa» ed è andato a riferirlo al Colle. Enrico Letta ha spiegato che «non esistono passaporti per i capitali» e l'importante è che «il livello degli occupati nell'azienda venga mantenuto».
Ma la cessione del controllo di Telecom agli spagnoli di Telefonica «pone seri problemi di sicurezza nazionale, visto che la rete Telecom è la struttura più delicata del Paese, attraverso cui passano tutte le comunicazioni dei cittadini italiani e anche quelle più riservate».
A lanciare l'allarme è stato il presidente del Copasir, Giacomo Stucchi. Su questo tema, ha annunciato, «faremo una riflessione come Comitato e chiederemo che venga a riferire in audizione il direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, Giampiero Massolo».
FRANCESCHINI: «RIFERIREMO». A stretto giro sono arrivate le dichiarazioni del ministro per i rapporti con il parlamento, Dario Franceschini: «Se il Copasir ci chiederà un'audizione, il governo andrà ovviamente a riferire», ha detto.
INFRASTRUTTURA CRITICA DEL PAESE. Non si tratta solo di un pezzo (l'ennesimo) di made in Italy che passa in mano straniera. L'azienda di telefonia nazionale, è la posizione del mondo dell'intelligence, non va trattata come una qualsiasi impresa italiana obiettivo dello shopping straniero, dagli storici marchi della moda a quelli industriali alle squadre di calcio.
Telecom Italia fa parte delle cosiddette 'infrastrutture critiche' del Paese, come le reti di distribuzione dell'energia, dell'acqua, le comunicazioni, i trasporti. Gestisce informazioni sensibili. E, dunque, va tenuta saldamente in mano italiana.
PERICOLI PER IL SISTEMA-PAESE. Chi arriva dall'estero, come nel caso di Telefonica, ragiona Stucchi, «potrebbe facilmente non mettere tra le sue priorità la salvaguardia degli interessi dell'Italia. Dobbiamo quindi individuare i pericoli cui può andare incontro tutto il sistema-Paese quando ci sono trasferimenti di proprietà».
Proprio Telecom, negli anni scorsi, è stata al centro della vicenda dei cosiddetti dossier illegali, che ha coinvolto - tra gli altri - l'ex capo della sicurezza dell'azienda, Giuliano Tavaroli e l'agente del Sismi (attualmente Aise) Marco Mancini. Una vicenda sulla quale il governo ha posto il segreto di Stato, tanto per dare un'idea della delicatezza della materia. Anche per il generale Leonardo Tricarico, che, in qualità di ex consigliere militare di tre diversi premier, è stato anche responsabile dell'Unità di crisi di palazzo Chigi, «prudenza vuole che un sistema vitale per l'ordinato funzionamento di un Paese in tutte le sue articolazioni non finisca in mani straniere, amico o alleato che sia; l'interesse nazionale, anche in Europa, purtroppo ancora prevale sul resto».
Difendere dunque l'italianità della rete Telecom, conclude il presidente del Copasir, «non è fare del protezionismo, ma tutelare un asset strategico del Paese. Sono evidentissimi i profili di rischi per la sicurezza nazionale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso