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Omosessualità, Busi: «Italiani, dementi, leggete Boccaccio»

L'Aldo furioso attacca Barilla, papa e «gli itagliani con la g».

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In questo gran disquisire di famiglia, sesso, donne, omosessualità, tra aperture papali e scomuniche imprenditoriali, lo scrittore Aldo Busi si è fatto gay «militarizzato»: «Barilla mi auguro che fallisca. La sua pasta mi faceva schifo prima, adesso proprio non la toccherò mai più. C'è la tenebra nel suo Mulino».
Né concede misercordia, l'Aldo Furioso, all'imprevedibile Bergoglio che si interroga sull'(u)omo : «Fa buon marketing ma è solo ipocrisia. Nessuna vera volontà di cambiamento. Lui ha ancora in mente la famiglia come quella della Barilla».
ITALIANI, VIL RAZZA DANNATA. Vil razza dannata, questi «itagliani con la g». Osannano Dante, dimenticano Boccaccio, hanno in «odio la libertà». «Dementi che si mettono a sindacare sulla sessualità che non corrisponde alla loro, come se la loro fosse la Verità Naturale». Che poi, dice l'indomito scrittore - che ha appena dato alle stampe E Baci, edito dal Il Fatto Quotidiano - dalla stanza di un albergo pieno di donne e di prodotti, il problema vero è un altro: «Nessuno tromba più, non gratis, almeno. L'erotismo, la seduzione anche tra uomo e donna, sono assolutamente banditi, assenti».

Aldo Busi (© Marco Masciovecchio/Wikipedia)

DOMANDA. Non era scontato che un papa parlasse di comprensione e misericordia per gli omosessuali. Non lo considera un fatto importante, su cui quantomeno riflettere?
RISPOSTA. La misericordia...ma che se la metta nel culo. Gli omosessuali non hanno bisogno della sua misericordia. D'altra parte è un prete, è un gesuita, non può uscire da questi schemi in cui un pappone ispirato si inventa e impone un peccato per darsi il potere di perdonarlo e intascarne la penitenza dovuta.
D. «Lingerenza spirituale nella vita personale non è possibile». Ammetterà che è un'affermazione in un certo senso 'rivoluzionaria' per la Chiesa.
R. Bergoglio usa parole nuove, un po' diverse, magari più accorte nella strategia del marketing ma per dire la solita stramaledetta cosa. Cioè la chiusura più totale ai gay e, tanto per cambiare, all’aborto. Non c'è nessuna volontà vera di cambiamento. Non riesce a guardare alla parità dei diritti civili e politici per tutti gli esseri umani e alla supremazia della volontà decisionale della donna incinta rispetto a ogni altra considerazione. Ha ancora un'idea di famiglia come quella della Barilla.
D. Barilla, appunto. L'hanno massacrato per le frasi sui gay. Possibile che uno non sia libero di dire quello che gli pare?
R. Certo, e io sono libero di non comprare più la sua pasta. Libertà di espressione e libertà di veicolare il proprio denaro altrove. La sua sortita avrà conseguenze milionarie in termini di perdite per l'azienda. E sono ben felice che avvenga, così la prossima volta costui rifletterà sulle sfiziosità cazzeggianti che si toglie.
D. Ha una sua idea di famiglia e vuole rivolgersi solo a quella. Dov'è lo scandalo?
R. Il concetto di famiglia come la intende lui non esiste più. Sono 63 le forme di famiglia esistenti. Quella con i figli, senza i figli, con il vedovo, senza il vedovo, i figli dell’una, dell’altro, la madre e il figlio, il figlio orfano di due uomini, di due donne, di una donna e un transessuale eccetera, per non parlare dell’inseminazione eterologa - ormai di gran moda a prezzi modici appena messo piede fuori dall’Italia - che sta dando luogo a famiglie sociologicamente non ancora ben monitorate.
D. E poi c'è, appunto, la famiglia formato Mulino Bianco.
R. Io non ne ho una e sono così contento di non appartenere a nessuna famiglia, tantomeno a quella sacra. E neanche alla famiglia in senso mafioso, che poi è il primo luogo sociale del delinquere. «Tengo famiglia» è l'alibi per commettere qualsiasi tipo di delitto. Io invece questo alibi non ce l'ho. Sono responsabile delle mie azioni, senza scusanti.
D. Barilla si è poi scusato, dicendo di avere rispetto per i matrimoni gay.
R. Come si fa ancora a pensare che esistano gli omosessuali? Gli omosessuali mica esistono, esiste il problema dell'omofobia, esistono i dementi che sindacano sulla sessualità altrui che non corrisponde alla loro, come se la loro fosse la Verità Naturale mentre è solo la verità del coglione.
D. O una legittima, seppur non condivisibile, scelta di mercato.
R. Quando uno offende o sminuisce l'omosessuale sta sminuendo anche milioni e milioni di persone che non hanno mai dichiarato di essere gay o lesbiche ma che si sentono discriminate perché hanno una vita omosessuale nascosta o perché l'hanno avuta, perché sono sposati con figli ma hanno l'amico o solo perché hanno una persona cara omosessuale e si sentono offesi se viene offesa.
D. Insomma, condanna senza appello.
R. Non ha offeso la comunità gay, ha offeso l'essere umano di per sé. Non è un problema di promozione dell'omosessualità attraverso la pubblicità, stiamo attenti. Io che adoro la campagna pubblicitaria dell'Ikea non ho mai messo piede in un'Ikea e mai ce lo metterò.
D. Però boicotta Barilla.
R. Totalmente, e ben da prima di questa sortita. Da sempre mangio la Voiello, la Garofalo, la De Cecco, le grandi paste italiane trafilate al bronzo, non credo di aver mai comprato un prodotto Barilla nemmeno per sbaglio, so individuare la qualità.
D. Seguendo il suo ragionamento gli eterosessuali dovrebbero boicottare l'Ikea per i suoi spot gay friendly.
R. Non credo perché, vede, nell'omosessuale è compreso l'eterosessuale. È nell'eterosessuale che non è compreso l'omosessuale. È come il rapporto che c'è tra umano e divino. L'umano contiene il divino ma il divino non contiene l'umano. Per questo ritengo di gran lunga superiore, e più grande in senso universale, come genio, Boccaccio che Dante.
D. Prego?
R. Dante insegna la strada maestra della norma: l'inferno, il paradiso, il limbo, il premio o la punizione. È la grancassa del cattolicesimo, è un poeta funzionale, bravino ma interessato a compiacere, insomma, spera di essere ben presto a busta paga per i servigi resi. È critico ma solo quel tantino che fa birichino e niente più, in effetti è ligio e monolitico. In altre parole, insegna a piegare il capo e a inginocchiarsi. Tutto in lui è funzionale al potere.
D. È Boccaccio il suo Virgilio?
R. Boccaccio non ha questo tipo di vincoli e di lungimiranze da serva. Lascia l'uomo libero di fronte a se stesso e agli altri, non lo sotterra né lo innalza, lo fa stare sui suoi piedi, gli infonde fiducia in sé e nelle sue forze e nei suoi meravigliosi limiti. Umani, per l’appunto.
D. Dice che il divino non contiene l'umano, eppure «Dio si è fatto uomo».
R. Non può citare le scritture perché il Vangelo serve per conquistare gli uomini all’autoritarismo della fede attraverso la debolezza psichica delle donne che ci cascano, perché il destino, e il mestiere, delle più disgraziate è cadere per essere così sollevate. All'interno del catechismo Dio si è fatto uomo, ma Dio attraverso i suoi prevosti si fa anche fattucchiera per portare via qualche cliente alla ragione che, se tale è, non contempla in sé alcuna forma di dogmatismo e di trascendenza.
D. Dopo millenni di negazione assoluta dell'omosessualità, davvero non le fa effetto sentire il papa che dice: «Chi sono io per giudicare?».
R. È semplice sensatezza, mai scambiare l’ovvio con lo straordinario solo perché lo dice un capo di Stato. Il papa non può cogliere più di tanto la sessualità umana, che è un divenire costante inarrestabile come qualsiasi forma culturale.
D. Coglie però il dubbio, s'interroga forse più di quanto sia ancora capace di fare il pensiero laico.
R. Egli mette da una parte la regola per i pecoroni alla missionaria e dall'altra l'eccezione da “comprendere” quale pecorella specialmente smarrita. E nell'omosessualità non c'è niente di eccezionale. Trovo ridicole anche queste corrispondenze tra i due Grossi Prevosti e le neodonne Letizia del giornalismo e della scienza. I papi che scrivono a Eugenio Scalfari e Piergiorgio Odifreddi. Scrivano a me se hanno il fegato.
D. Lei non è un ateo devoto.
R. Parlano di Fede, Coscienza, Pensiero, con le stesse maiuscole tanto care a Benito Mussolini. Siamo stanchi di leggere queste cose. È finita un'era, i problemi sono altri. In Argentina, per mia esperienza personale tra la gente, la Chiesa cattolica è odiata per le sue connivenze con la dittatura sanguinaria di Jorge Rafael Videla. Poi, se vogliamo, qui il problema è un altro.
D. Quale?
R. Chi scopa più? Parliamo davvero del sesso degli angeli. Tra etero e omo è tutto un lamentarsi e un astenersi. Nessuno tromba più, non gratis, almeno.
D. Il vero grande tema.
R. Guardi, sono in un albergo con circa 800 persone, pieno di donne, c'è una convention. Ci sono ragazze molto belle, ma stanno sempre tra di loro. Rientrano in camera da sole. Non vedo alcun movimento notturno di stanze, di cose, di letti, niente, è lavoro e basta. Tutto questo truccarsi, vestirsi, profumarsi è solo a fini di sopravvivenza professionale. L'erotismo, la seduzione anche tra uomo e donna, sono assolutamente banditi, assenti.
D. Anche Laura Boldrini ha detto la sua sulla famiglia: troppi stereotipi e donne ai fornelli negli spot. Ma è davvero la pubblicità a scrivere la nostra grammatica culturale?
R. Intanto, trovo che le donne non cucinino tanto. E poi la pubblicità è una fiaba. Non puoi star lì a fare le pulci a una fiaba. La fiaba non è tenuta a raccontare la Realpolitik della donna che lavora il triplo anche da disoccupata e che non vorrebbe essere mantenuta dal marito ma non sa fare nient’altro a parte “la donna che serve”. Ma Boldrini non ha alcuna credibilità intellettuale, è assolutamente ininfluente quello che dice e non è certo un modello di modernità, ma non fa ne danno né miglioria.
D. Barilla invece...
R. La sua dichiarazione avrà delle conseguenze nefaste per l’azienda e i suoi lavoratori. Non so se essa sia o no una società per azioni ma, se lo fosse, quale socio chiederei una montagna di danni di risarcimento.
D. Pare che il mercato 'gay' in Italia valga circa 20 miliardi di euro. Speriamo non mangino tutti troppa pasta.
R. Guardi, secondo me ne vale ormai una sessantina di miliardi. Per il Mulino Bianco il messaggio è devastante. Ma come? La natura, le spighe, l'acqua, la contadinella, la mamma, i bambini, mentre la ruota gira e macina, e poi il suo industriale fa una dichiarazione così ? Ma dentro questo Mulino cosa c'è? La tenebra? Sono veleni antichi, razzisti, xenofobi e sessuofobici, da itagliano con la g. È come se avesse detto: «Non voglio che i negri mangino il mio grano, si facciano bastare il loglio». Parole terrorizzanti da farti passare l’appetito. Almeno per quella certa pasta.

29 Settembre Set 2013 0800 29 settembre 2013
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