Gerhard Ludwig Müller
CHIESA
23 Ottobre Ott 2013 0933 23 ottobre 2013

Vaticano: più facile annullare i matrimoni

L'arcivescovo Müller: «Nulli se non c'è fede».

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L'arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede.

Al giorno d'oggi i matrimoni sono «più spesso invalidi di quanto non lo fossero in passato». Parola dell'arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, che ha espresso la sua opinione in un articolo pubblicato su L'Osservatore Romano, intervenendo sul tema molto discusso dei divorziati risposati e della possibilità, per queste persone, di ricevere l'eucaristia.
ANTICIPAZIONE DEL SINODO. L'articolo di Müller, che ha anticipato una delle questioni di cui si dovrebbe discutere nel Sinodo straordinario previsto per il 2014, ha fornito la conferma del fatto che la Chiesa è intenzionata a considerare con maggiore attenzione le dichiarazioni di nullità dei matrimoni, magari ritenendo causa sufficiente per l'annullamento (che consentirebbe ai divorziati di risposarsi in chiesa) la mancanza di fede.
Sul punto l'arcivescovo ha spiegato: «La mentalità contemporanea si pone piuttosto in contrasto con la comprensione cristiana del matrimonio, specialmente rispetto alla sua indissolubilità e all’apertura alla vita. Poiché molti cristiani sono influenzati da tale contesto culturale, i matrimoni sono probabilmente più spesso invalidi ai nostri giorni di quanto non lo fossero in passato». Per questo, ha proseguito Müller, «una verifica della validità del matrimonio è importante e può portare a una soluzione dei problemi».
ANCHE IL PAPA D'ACCORDO. Quanto scritto da Müller è in linea con l'opinione espressa in merito sia da Benedetto XVI sia da Francesco, il quale, nell'intervista sul volo di ritorno da Rio de Janeiro, aveva infatti dichiarato: «Il cardinale Antonio Quarracino (suo predecessore nel ruolo di arcivescovo di Buenos Aires, ndr) diceva che per lui la metà dei matrimoni sono nulli, perché molti si sposano senza maturità o perché socialmente si devono sposare. Il problema giudiziario della nullità», aveva aggiunto Bergoglio, «si deve rivedere, perché i tribunali ecclesiastici non bastano per questo».
NO ALLA PRASSI ORTODOSSA SULLE SECONDE NOZZE. Nel lungo articolo di Müller si trova anche un accenno alla possibilità, per la Chiesa cattolica, di approfondire la tradizione ortodossa di permettere le seconde nozze dopo un cammino penitenziale.
Qui, però, la posizione dell'arcivescovo è di chiusura totale, perché, ha scritto, «questa prassi non è coerente con la volontà di Dio, chiaramente espressa dalle parole di Gesù sulla indissolubilità del matrimonio».

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