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INTERCETTAZIONI
6 Novembre Nov 2013 1350 06 novembre 2013

Datagate, centrale Nsa dentro Telecom Italia

Panorama: cittadini monitorati. Berlino vuole sentire Snowden.

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L'ambasciata americana a Berlino, tra il Bundestag e la Porta di Brandeburgo.

Milioni di italiani vengono monitorati soprattutto quando utilizzano Google, Yahoo!, Bing della Microsoft, Skype e Facebook.
Lo ha scritto Panorama, spiegando che per un breve periodo anche Telecom Italia ha avuto al suo interno una centrale d'ascolto della National security agency (Nsa) americana.
RETE DI CAVI SOTTO IL MARE. Il settimanale ha raccontato che «i servizi segreti britannici hanno attivato nel 2008 il programma Tempora, che permette alle spie inglesi di poter raccogliere un'illimitata quantità di email, post su Facebook o su Twitter, messaggi via internet e chiamate telefoniche e cellulari. Il tutto viene captato attraverso la rete di cavi a fibra ottica che passa sotto il Mediterraneo, proveniente dal Medio Oriente, e sbarca in Sicilia. Il Gchq collabora con alcune società di telecomunicazione, incluse British Telecom, Vodafone Cable, l'americana Verizon e altri quattro piccoli operatori, Global Crossing, Level 3, Viatel e Interoute».
MODELLO DA GUERRA FREDDA. Come è stato per la Nsa americana, anche il Gchq britannico ha installato quelle che in gergo si chiamano 'stateroom' nelle ambasciate e nei consolati delle capitali più importanti, fra cui Roma. «Le postazioni per monitorare e intercettare ogni tipo di comunicazione sono non solo fisse ma anche mobili. Il modello è lo stesso della guerra fredda».
LETTA RIFERISCE IL 13 NOVEMBRE. Ai membri del Copasir, prosegue Panorama, l'ambasciatore Giampiero Massolo, il direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, che coordina Aise e Aisi, ha spiegato che basta una valigetta ventiquattrore, attrezzata con antenne e sensori e nascosta in un'automobile in movimento attorno ai palazzi del potere, per captare in un raggio di 1,5 chilometri qualsiasi tipo di comunicazione.
Intanto è in programma per mercoledì 13 novembre l'audizione del presidente del Consiglio Enrico Letta al Copasir sul Datagate. La conferma si è avuta al termine di una riunione al Comitato. Letta sarà accompagnato dal sottosegretario con delega all'intelligence, Marco Minniti.
BERLINO PENSA DI INTERROGARE SNOWDEN A MOSCA. A livello internazionale, Berlino intende verificare la possibilità di fare interrogare la 'talpa' Edward Snowden dagli inquirenti tedeschi a Mosca: lo ha dichiarato il ministro dell'Interno, Hans-Peter Friedrich, davanti al comitato di controllo parlamentare dei servizi. Il ministro ha di nuovo escluso la possibilità di concedere asilo a Snowden, nemico giurato degli Stati Uniti e ricercato con mandato internazionale.

Apple: dagli Usa fino a 2 mila richieste, dall'Italia 60

Dopo Google, Microsoft e altri colossi della Silicon Valley, anche Apple ha pubblicato un chiarimento in merito alle richieste dei governi mondiali riguardanti il Datagate. L'azienda di Cupertino ha condiviso sul suo sito un documento e una tabella in cui vengono enumerate le richieste governative mondiali e il dettaglio sulle risposte e sui dati forniti, Paese per Paese, specificando che ha condiviso solo le informazioni legalmente autorizzate a diffondere.
Per quanto riguarda gli Stati Uniti le richieste di informazioni del governo sono contenute in un 'range' che va da 1.000 a 2 mila, mentre da 2 mila a 3 mila quelle sui singoli account. Per l'Italia, il numero di richieste è stato di 60 per un totale di 76 account; a 18 delle richieste Apple ha risposto, mentre in 34 casi ha rifiutato, rispondendo in totale al 37% delle richieste italiane.
«Diversamente da altre aziende che hanno gestito le richieste dei governi sui loro clienti, il business principale di Apple non è quello di raccogliere informazioni», scrive la società, lanciando così una frecciatina ai suoi concorrenti come Google e Facebook.
RICHIESTE NEI PRIMI SEI MESI DEL 2013. «Crediamo - spiega Cupertino nell'incipit del documento - che in nostri clienti abbiano il diritto di capire come vengono mantenute le proprie informazioni, e consideriamo nostra responsabilità quella fornire loro la migliore protezione della privacy possibile». I dati pubblicati si riferiscono alle richieste ricevute in un periodo che va dal 1 gennaio al 30 giugno 2013.
L'azienda ha suddiviso le richieste in due categorie: quella relativa agli account degli utenti, che contengono informazioni personali, e quelle sui dispostivi, che emergono in caso di smarrimento o furto di iPhone e iPad.

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