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IL CASO
19 Gennaio Gen 2014 1428 19 gennaio 2014

Rieti, la suora che ha partorito: «Non ho sensi di colpa»

Parla Roxana: «Pensavo a un gonfiore da gastrite».

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Rieti: una suora dell'istituto delle Discepole di Gesù.

La suora-mamma non ha dubbi, quando le si chiede se il suo cuore è più vicino a dio o al piccolo Francesco Alessandro, partorito mercoledì 15 gnnaio: «Come mi sento? Ormai più mamma che suora, questo mi pare evidente», confessa al Corriere della Sera Suor Roxana Rodriguez, 33 anni, salvadoregna, mentre allatta il suo bambino al quale ha dato lo stesso nome del papa.
IN OSPEDALE CURIOSI E GIORNALISTI. All'ospedale San Camillo de Lellis di Rieti il viavai di curiosi e giornalisti non si ferma, e davanti alla porta della sua camera, nel reparto di ostetricia e ginecologia, ci sono due vigilantes in servizio no-stop per proteggerla dall’assedio mediatico.
L'ABBANDONO DELLE TUNICA E LE SCUSE. In Rete, la storia di Suor Roxana è diventata virale fin da subito, e dopo i facili accostamenti alla monaca di Monza e le inevitabili battute anche sullo Spirito Santo, ora per la religiosa latinoamericana è arrivato il momento di fare i conti con le conseguenze: prima l'abbandono definitivo della tunica, e poi la lettera sofferta di scuse da dover inviare presto alla Superiora Generale delle Piccole Discepole di Gesù, Madre Elvira Petrarca, nelle cui mani il 26 settembre 2012 giurò solennemente («Per sempre fedele a Cristo») di vivere secondo Castità, Povertà e Obbedienza, i tre pilastri della Congregazione.
«NON HO BADATO AL RITARDO DEL CICLO». E invece la sera del 14 gennaio, arrivata in ospedale con un terribile mal di pancia, dopo aver fatto l’ecografia suor Roxana gridava incredula e disperata verso i dottori: «Io non posso partorire, sono una suora...». Sembrava davvero convinta: «Ho sofferto a lungo per una cistite e per una gastrite - ha raccontato Suor Roxana - ero in cura da un medico, prendevo un sacco di farmaci, pensavo che il gonfiore dipendesse anche dal fatto che digerivo male e non ho badato nemmeno al ritardo del ciclo...».
«UN RITORNO DI FIAMMA DI UN'AMICIZIA GIOVANILE». Però un bambino è un bambino, non può dipendere mica da una cistite. Così Donatella Proietti e il parroco di San Michele, don Benedetto Falcetti, insieme a lei nelle ultime ore hanno ricostruito con cura gli eventi: «Tutto è successo in Salvador, tra marzo e aprile del 2013, quando Roxana tornò a casa per rinnovare il suo passaporto - racconta don Benedetto, direttore della Caritas diocesana - Come lo possiamo definire? Un revival, il ritorno di fiamma di un’amicizia giovanile...».
«PREOCCUPATA PER IL CLAMORE». L’assistente sociale, Anna Fontanella, assicura che Roxana comunque è «tranquilla» e «non ha sensi di colpa». Certo, se il papà di Francesco è in Salvador, presto si dovrebbe far vivo con mamma e figlio: «Io di sicuro mi prenderò cura del mio bambino, perchè è un dono di Dio - annuncia contenta la religiosa di El Salvador - mi preoccupa molto però tutto il clamore che si è sollevato. Non solo in Italia, anche nel mio Paese si sta parlando tanto di questa storia e adesso ho quasi paura di tornarci».
TRA DUE GIORNI LE DIMISSIONI. Il direttore sanitario dell’ospedale, Pasquale Carducci, informa che Roxana ora sta bene e potrebbe essere dimessa anche subito, mentre per il bimbo conviene aspettare 48 ore. «Vorrà dire che aspetteremo insieme - conclude la mamma suora - senza Francesco certo io non me ne vado».

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