Benito Mussolini Dichiarazione 140610153948
RICORRENZA
10 Giugno Giu 2014 0800 10 giugno 2014

Benito Mussolini e il 10 giugno 1940: il discorso che cambiò la storia dell'Italia

E Ciano disse: «Che Dio ci assista».

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10 giugno del 1940, una data indelebile nella memoria degli italiani. Alle 18, dai balconi di Palazzo Venezia, Benito Mussolini annunciò l'avvenuta dichiarazione di guerra a Francia e Gran Bretagna.
Il discorso fu amplificato dagli apparecchi della RadioMarelli nelle principali città italiane: Genova, Torino, Milano, Venezia, Trieste, Bologna, Forlì, Bari, Firenze e Napoli.
Come raccontato da repubblica.it, c'è chi dice che il duce avesse fatto le prove davanti allo specchio, nella sua divisa da caporale d'onore della milizia.

All'estero la sua dichiarazione di guerra era attesa già da alcuni giorni. L'agenzia Reuter l'aveva annunziata per il 6 giugno.
In Italia la notizia si seppe all'ultimo momento: la radio e manifesti frettolosamente affissi per le strade informarono che il duce avrebbe parlato agli italiani.
I SUCCESSI DI HITLER. Di fronte agli straordinari e inaspettati successi della Germania nazista tra l'aprile e il maggio del 1940, Benito Mussolini ritenne che gli esiti della guerra fossero oramai decisi.
E sia per poter ottenere eventuali compensi territoriali sia per timore di un'eventuale invasione nazista dell'Italia se quest'ultima non si fosse schierata apertamente al fianco di Adolf Hitler, il 10 giugno dichiarò guerra a Parigi e Londra.
Passò alla storia la frase che il duce avrebbe affermato davanti alla contrarietà e alle rimostranze di alcuni importanti collaboratori e militari (fra cui Pietro Badoglio, Dino Grandi, Galeazzo Ciano e il generale Enrico Caviglia): «Mi serve qualche migliaio di morti per sedermi al tavolo delle trattative».
«GUERRA DINAMICA, RAPIDA, QUALITATIVA». Sotto la guida di Benito Mussolini, la guerra avrebbe avuto un carattere del tutto nuovo. «Una guerra dinamica, rapida, qualitativa», scrisse il ministro della Cultura popolare, Alessandro Pavolini il 5 giugno in un famoso articolo che comparve su quasi tutti i quotidiani. Molti italiani gli credettero.
Alle 16,30 del 10 giugno, il ministro degli Esteri, Galeazzo Ciano convocò a Palazzo Chigi gli ambasciatori di Francia e Gran Bretagna. «Sono triste, molto triste. L'avventura comincia. Che Dio assista l'Italia», annotò sul diario il genero di Benito Mussolini.
CHURCHILL: «TRAGEDIA DELLA STORIA ITALIANA». Con quel discorso pronunciato in un caldo pomeriggio di giugno, il duce portò un popolo alla rovina. «Questa è la tragedia della storia italiana», avrebbe detto Winston Churchill alcuni mesi dopo dai microfoni di Radio Londra. «E questo è il criminale che ha tessuto queste gesta di follia e vergogna!».

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