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Clinica Antinori, circa 500 embrioni da restituire

Erano custoditi a Milano nella struttura del ginecologo. Ora la procura dovrà stabilire se le coppie che si erano rivolte a lui hanno o meno il diritto a rientrare in possesso delle provette.

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Sono poco meno di 500. Sono gli embrioni che un tempo erano custoditi a Milano, alla clinica Matris di Severino Antinori. E che adesso attendono di essere restituiti a futuri mamme e papà, cioè a quelle coppie che si erano rivolte al ginecologo per avere un figlio.

PROVETTE SEQUESTRATE DURANTE L'INCHIESTA. La clinica è stata chiusa e le coppie, nel corso dell'inchiesta in cui Antinori è stato accusato di aver sottratto otto ovuli a un'infermiera spagnola, si sono viste sequestrare il materiale biologico congelato. In particolare gli ovociti fecondati e pronti per l'impianto. Adesso la procura, dopo un'attenta ricostruzione, dovrà stabilire se hanno o meno il diritto di rientrare in possesso delle preziosissime provette, necessarie per dare alla luce i figli tanto desiderati.

RESTITUZIONE DISPOSTA DAI GIUDICI DEL RIESAME. La restituzione, immediatamente esecutiva, è stata disposta dal Tribunale del Riesame, che ha dissequestrato tutto il materiale biologico ora congelato in appositi locali della clinica Mangiagalli, e di cui Antinori risulta essere stato mero depositario e non proprietario. Provvedimento contro il quale la procura di Milano ha depositato un ricorso in Cassazione, per carenza di motivazioni. I giudici, secondo il pm Maura Ripamonti, titolare dell'inchiesta per cui Antinori è già sotto processo, avrebbero infatti omesso di esaminare il compendio probatorio agli atti del fascicolo.

MATASSA INTRICATA DA SBROGLIARE. Il Tribunale del Riesame, intanto, ha affidato alla stessa procura il compito di «accertare la titolarità di quanto sequestrato», non avendo in materia «poteri istruttori». E il pm, nonostante abbia impugnato il provvedimento, sta cercando di sbrogliare l'intricata matassa.

LA PRESUNTA ORIGINE ILLEGALE DEGLI OVULI. Ci vorranno settimane prima che si riesca ad individuare esattamente chi abbia diritto a vedersi restituire gli embrioni, soprattutto per le difficoltà da risolvere laddove la fecondazione sarebbe avvenuta tramite il reperimento di ovuli dietro il presunto pagamento di tariffe in Spagna, o dietro compenso di qualche ragazza in Italia. Antinori ha sempre respinto questa accusa, affermando di non aver mai acquistato ovociti, ma che semmai questi sono sempre stati frutto di donazioni. Il ginecologo avrebbe solo rimborsato alle ragazze coinvolte le spese di soggiorno a Milano.

IMPRESA COMPLICATA. La restituzione si sta rivelando quindi un'impresa complicata, sia per la mancanza di una normativa specifica, sia per via di quelle coppie che si sarebbero sottoposte alla procedura al di fuori della legge, perché destinatarie secondo la procura di embrioni frutto non di un atto di generosità, bensì di una compravendita.

27 Febbraio Feb 2017 2028 27 febbraio 2017
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