SARDEGNA
Cronaca
22 Luglio Lug 2017 2203 22 luglio 2017

Omicidio di Erika Preti, il fidanzato confessa

La 28enne biellese era stata uccisa un mese fa in Sardegna. Dimitri Fricano era l'unico indagato.

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«Sono stato io, l'ho uccisa dopo una violenta lite. Sono distrutto». Dimitri Fricano, 30 anni di Biella, dopo più di un mese è crollato e ha confessato l'omicidio della fidanzata, Erika Preti, di due anni più giovane, uccisa a coltellate la mattina del 12 giugno scorso in una villetta di San Teodoro, sulla costa nord orientale della Sardegna, dove la coppia stava trascorrendo le vacanze. Il giovane si è presentato sabato sera prima nello studio dei legali Alessandra Guarini e Roberto Onida e poi ha confessato davanti al procuratore di Biella Teresa Angela Camelio. Ora si trova in stato di fermo nel carcere della cittadina piemontese.

LA VERSIONE DELLA RAPINA SMENTITA DAI RIS. Una confessione che arriva a oltre un mese dal delitto, un tempo durante il quale Fricano ha sempre sostenuto di essere innocente. La sua versione è sempre stata quella dell'aggressione a scopo di rapina, lui stesso era rimasto ferito da un'arma da taglio e aveva riportato un grosso ematoma al capo. Una versione a cui non ha mai creduto il Procuratore di Nuoro Andrea Garau, che coordina le indagini. Il giovane era sin dal primo momento l'unico indagato per omicidio volontario. Diversi i sopralluoghi da parte dei Ris e dei carabinieri del Nucleo operativo di Nuoro e della Compagnia di Siniscola avevano sempre escluso la presenza di una terza persona sulla scena del delitto. La difesa del giovane l'11 luglio scorso aveva ingaggiato l'ex comandante dei Ris Luciano Garofano e diversi investigatori e tecnici: erano tornati nella villetta del delitto ancora sotto sequestro per delle indagini autonome.

UNA LITE E POI L'ASSASSINIO. Dimitri Fricano subito dopo i fatti era stato ricoverato all'ospedale di Olbia per due settimane, inizialmente in Chirurgia per le cure di alcune ferite di arma da taglio. Poi era tornato a Biella, dove aveva continuato a sostenere la sua versione, fino al 22 luglio, quando è crollato davanti ai carabinieri di Biella. Come hanno spiegato i suoi legali, avrebbe agito in preda all'ira dopo una violenta lite con la fidanzata. Dopo un lungo stato di choc, grazie all'aiuto degli psicologi e dei familiari, Fricano è riuscito a ricostruire quanto accaduto nella villetta e a trovare il coraggio di confessare questo ennesimo femminicidio.

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