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Cronaca
29 Agosto Ago 2017 1100 29 agosto 2017

Le rivendicazioni degli odinisti d'Albione fan tremare il Vaticano

Nel Regno Unito i 10 mila seguaci della divinità celtica chiedono agli anglicani la restituzione di due chiese. Speriamo che i neopagani italiani non li imitino, perché allora vedremmo il sacerdote di Giove affacciarsi da San Pietro.

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«Voglio ritornare nell’antichità per rivalutare la paganità», cantava Elio nel 2003, spiegando di aver provato col buddismo «ma purtroppo dal buddismo c’era fila». A 14 anni da quella profetica canzone, si sta formando la coda anche agli sportelli degli dèi dell’Europa pre-cristiana. La religione con il più alto tasso di crescita nel mondo (143% su indice annuo), a sorpresa, non è l’islam né la Soka Gakkai, ma il neopaganesimo, nelle sue forme più varie: celtico, wicca, slavo, eccetera. Per dire: i devoti a Odino in Inghilterra sono circa 10 mila, come sostiene Ralph Harrison, il direttore della Odinist Fellowship che rappresenta un migliaio di inglesi ritornati alla religione di cui i film di Thor hanno dato a tutti noi un’infarinatura. E sono solo una piccola parte dei 250 mila sudditi di Sua Maestà che ha chiuso l’utenza spirituale con il cristianesimo e ha scelto gli antichi gestori cui si affidavano i britanni, i sassoni e gli juti.

  • Video realizzato da un gruppo di odinisti italiani che spiega questa religione

Ma la Congregazione odinista, oltre che uno dei più attivi caposaldi dell’odinismo internazionale, è la frazione neopagana che fa più sul serio, visto che, con una compita ma decisa lettera all’arcivescovo di Canterbury, ha chiesto la restituzione di due chiese, come «pubblico segno di ammenda per i passati crimini contro i seguaci di Odino», al fine di «stabilire migliori relazioni fra la Chiesa d’Inghilterra e la Congregazione odinista». «Passati» è dir poco: si tratta della cristianizzazione delle isole britanniche, iniziata nel VII secolo, quando i missionari inviati da papa Gregorio Magno trasformarono in chiese i templi pagani, un vero e proprio furto di cui gli odinisti moderni chiedono la riparazione. Ma alcuni storici ribaltano la frittata: quei templi in realtà erano ex chiese ancora più antiche, erette dai romani di religione cristiana e poi usurpate dai pagani, quindi fra Gesù e Odino sarebbe zero a zero e palla al centro.

L'ANGELUS DEL FLAMEN DIALIS? Speriamo che i neopagani italiani (sì, sì, esiste una Via romana agli dèi, galassia di movimenti dediti ai culti della latinità) non imitino gli odinisti, perché allora sì che ne vedremmo delle belle: tutte le chiese di fondazione più antica sono sorte su templi a Giove, Minerva e compagnia, o costruite spogliandoli di marmi e colonne. Se i pagani inglesi parlano di genocidio culturale, da noi va moltiplicato per mille. Altro che due chiese, in segno di riparazione ci vorrebbe come minimo tutta la Città del Vaticano. A pensarci bene, veder affacciarsi al balcone di piazza San Pietro il flamen dialis, il sommo sacerdote di Giove, non sarebbe poi quel cambiamento: anche lui indossava una papalina bianca.

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