Etruria: ostacolo vigilanza, assolti
Il caso Etruria
Etruria: bancarotta,per pm 21 a giudizio
19 Ottobre Ott 2017 1930 19 ottobre 2017

Banca d'Italia, le tre ispezioni dentro Banca Etruria

Accertate dai documenti al vaglio della procura di Arezzo, che indaga sull'operato della Consob. L'attività di vigilanza è iniziata nel 2010. Due le lettere inviate dal governatore Ignazio Visco.

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Dal 2010 al 2015 furono tre le ispezioni di Banca d'Italia all'interno di Banca Etruria e due le lettere inviate dal governatore Ignazio Visco sulla situazione dell'istituto bancario aretino. Lo accertano date e documenti al vaglio della procura di Arezzo, impegnata a mettere insieme elementi per accertare se nella vicenda vi siano stati oppure no aspetti trascurati dalla Consob. Il procuratore Roberto Rossi presto potrebbe sentire i funzionari che si sono occupati del processo sanzionatorio, che ha coinvolto 37 ex dirigenti di Etruria.

L'ESITO DELLE TRE ISPEZIONI. L'attività di vigilanza di Banca d'Italia è iniziata nel 2010, quando ha avuto luogo la prima ispezione ad Arezzo. Si è conclusa senza sanzioni e con esito «parzialmente sfavorevole». La seconda ispezione, datata ottobre 2012-settembre 2013, si è chiusa con una serie di sanzioni e con la trasmissione degli atti in procura, per il filone d'indagine relativo all'ostacolo alla vigilanza a carico dell'allora presidente, Giuseppe Fornasari, e del direttore generale Luca Bronchi, conclusosi poi in sede processuale con l'assoluzione di entrambi gli imputati. La terza ispezione è partita nel novembre del 2014 ed è terminata nel febbraio del 2015, a commissari già arrivati. In questo caso l'ultima verifica aveva imposto un bilancio capace di ammortizzare i crediti in sofferenza e che prevedeva 520 milioni di perdite, bilancio che in realtà non venne mai approntato proprio per l'arrivo dei commissari.

LE LETTERE DI VISCO. Le lettere del governatore Ignazio Visco, invece, sono due. La prima è del 24 luglio 2012 e contiene un primo ammonimento che, in sintesi, obbliga la banca a porre attenzione alla ricapitalizzazione. Altrimenti, scrive il governatore, si sarebbe dovuta aggregare a un altro istituto. La seconda lettera, datata 3 dicembre 2013, riporta lo stesso concetto, anche se in modo più perentorio. In pratica si tratta di un invito ad aggregarsi a un'altra banca, perché non c'erano soluzioni alternative.

DISCRASIE TRA BANKITALIA E CONSOB. L'attività della Banca d'Italia, puntualmente riportata dai media, Consob dice alla procura di averla appresa solo nel maggio del 2016, dalla nuova gestione di Etruria, quella ponte. E di essere partita da qui per l'avvio della procedura sanzionatoria contro gli ex dirigenti. Dall'esame di documenti e dichiarazioni emergerebbero, tuttavia, ulteriori discrasie tra Banca d'Italia e Consob. Discrasie sulle quali, per l'appunto, si basa l'attività d'indagine della stessa procura di Arezzo.

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