Combo Igor

Igor il Russo è stato catturato in Spagna

Il killer di Budrio arrestato a Teruel. Il 14 dicembre ha ucciso altre tre persone: un civile e due agenti delle forze dell'ordine. Era ricercato dal mese di aprile 2017. Si nascondeva in una fattoria.

  • ...

Igor il Russo è stato catturato a Teruel, città capoluogo della comunità autonoma dell'Aragona. La notizia, diffusa dai media spagnoli, è stata confermata dalla Guardia Civil. La polizia ha fermato il killer di Budrio dopo un conflitto a fuoco avvenuto il 14 dicembre, durante il quale ha ucciso altre tre persone: un civile e due agenti delle forze dell'ordine. Con sé Norbert Feher, alias Igor Vaclavic, aveva tre pistole, due delle quali sottratte ai poliziotti uccisi. È stato identificato grazie alle impronte digitali.

VERSO LA SOSPENSIONE DELL'ESTRADIZIONE. La consegna di Igor all'Italia, che aveva spiccato un mandato di cattura europeo nei suoi confronti, sarà molto probabilmente sospesa dall'Audiencia Nacional spagnola «fino al processo o fino all'esecuzione della pena» per gli omicidi commessi in Spagna. L'indiscrezione è stata fornita dall'agenzia Efe, secondo quanto ha riportato El Pais, che cita fonti del tribunale, aggiungendo che già il 17 dicembre il serbo comparirà in videoconferenza davanti alla giudice Carmen Lamela che gli notificherà i crimini per i quali è ricercato in Italia.

Igor il Russo dopo la cattura.

Il criminale, che a dispetto del suo soprannome è di origine serba e non russa, è responsabile di due omicidi commessi in Emilia-Romagna ed era ricercato dal mese di aprile 2017. Classe 1976, ex militare, esperto di tiro con l’arco, arti marziali e uso delle armi da fuoco, ha seminato per mesi il panico fra le province di Bologna e Ferrara, per poi fuggire dall'Italia eludendo l'imponente caccia all'uomo disposta dalle autorità nazionali. Il ministro dell'Interno Marco Minniti ha ringraziato i colleghi di Madrid, mandando un pensiero «alle vittime di Budrio e alle vittime in Spagna».

I DUE OMICIDI COMMESSI IN ITALIA. Igor era in fuga dal primo aprile 2017, dopo aver ucciso Davide Fabbri, titolare di una tabaccheria a Budrio, in provincia di Bologna, nel corso di una rapina. È accusato anche dell'uccisione della guardia ecologica Valerio Verri, avvenuta l'8 aprile successivo durante la latitanza. «Spero che sconti la pena dovuta e che possa essere finalmente fatta giustizia. Anche se questo non potrà mai cambiare il mio dramma», ha detto Maria Sirica, vedova di Davide Fabbri.

SI NASCONDEVA IN UNA FATTORIA. Igor si nascondeva all'interno di una fattoria: a trovarlo due agenti, che in realtà stavano cercando un altro uomo. Il 14 dicembre, all'arrivo dei poliziotti, ha aperto il fuoco uccidendo gli agenti Victor Romero Perez e Victor Jesus Caballero Espinosa. Nel conflitto a fuoco è morta anche una terza persona, che abitava nella zona. Si tratta di un agricoltore, José Luis Iranzo, che accompagnava gli agenti. Dopo aver ucciso i tre uomini Igor sarebbe scappato a bordo di un pick-up. È stato fermato nella notte tra il 14 e il 15 dicembre, diverse ore dopo la sparatoria. Aveva avuto un incidente e non ha opposto resistenza. Secondo i media spagnoli «indossava un'uniforme».

IL PROCURATORE DI BOLOGNA: «NESSUNA SOTTOVALUTAZIONE». Il procuratore capo di Bologna, Giuseppe Amato, in conferenza stampa ha dichiarato: «Il risultato investigativo secondo me è eccezionale, non c'è stata nessuna sottovalutazione. Neanche dopo il primo omicidio».

La storia di Igor: da ladro a killer spietato

La storia criminale di 'Igor il russo' è un'escalation che racconta di un rapinatore sgangherato e bizzarro divenuto killer spietato, multiplo nelle identità e multiforme nei comportamenti. Ma anche di un detenuto modello col passato misterioso e che vantava una militanza nell'Armata rossa, leggenda priva di fondamento ma capace di accompagnarlo per parte dei suoi mesi di fuga, mentre veniva descritto prima come un ninja delle paludi, poi come un fantasma inseguito invano da centinaia di uomini tra due province e infine come un latitante inafferrabile all'estero, dove in effetti aveva trovato rifugio.

NATO 36 ANNI FA A SUBOTICA IN SERBIA. Con l'arresto è finita la storia dello straniero dai tanti nomi e dalle molte risorse. È finita la parabola di Igor, di Ezechiele, come fu battezzato in carcere a Ferrara, e poi finalmente e definitivamente di Norbert Feher, serbo e non russo, nato 36 anni fa a Subotica, città al confine con l'Ungheria. Feher fece parlare per la prima volta di sé in Italia nel maggio 2007, quando fu arrestato come Igor Vaclavic, nato a Tashkent, Russia, per la verità Uzbekistan, nel 1976, cinque anni in più di quelli che invece gli attribuiscono ora le carte giudiziarie. Aveva rapinato agricoltori, minacciandoli con arco e frecce, tra Ferrara e Rovigo.

PRIME RAPINE CON ARCO E FRECCE. Cinque colpi messi a segno vestito da guerriero di altri tempi: faretra sulle spalle, coltello legato ad una gamba, una bandana nera in testa. Si racconta che per sfuggire arrivò ad immergersi in un canale, respirando con una canna. Rimase in carcere tre anni e quando uscì fu raggiunto da una prima espulsione dall'Italia firmata dal questore di Rovigo (ne seguirà un'altra), rimasta sulla carta. Libero, riprese le rapine nella zona di Argenta, nel Ferrarese, tra canali e boscaglia che conosceva: casco in testa e ascia in mano. Arrestato di nuovo, fu condannato a cinque anni e quattro mesi, ma per buona condotta uscì dal carcere di Ferrara nel maggio 2015.

Le relazioni su di lui erano perfette e la liberazione anticipata era impossibile da negare. Buoni rapporti con tutti, partecipava ai corsi di serigrafia digitale e di yoga, al catechismo e al coro. «Non ha mai sgarrato», ha detto di lui don Antonio Bentivoglio, cappellano della struttura penitenziaria, «ha sempre seguito il regolamento carcerario. Lo chiamavo per fare le pulizie della chiesa, era bravo in cucina». Ma di sè, tendenzialmente, Igor non parlava. Oppure inventava: raccontava che fuori dal carcere in tanti erano pronti a dargli un lavoro, mentre ad altri disse di avere un passato come fante nell'esercito russo, di cui sarebbe stato disertore. Tutto falso.

RICERCATO IN SERBIA PER RAPINE E VIOLENZE. È cresciuto in Serbia e non risulta abbia fatto il militare ed è scappato perché nel suo Paese lo cercavano per rapine e violenze. Appena uscì di nuovo dal carcere, riprese a fare quello che faceva prima: delinquere. Con alcuni compagni mise in piedi una banda, quella che rapì e uccise nel settembre 2015 il pensionato Pier Luigi Tartari, ad Aguscello di Ferrara, fatto di sangue a cui Igor- Norbert, però, non partecipò. A suo carico è stato comunque emesso un mandato di arresto per tre brutte rapine ed è quello il provvedimento con cui lo si è iniziato a cercare quando emergono i primi sospetti su di lui per l'omicidio del barista Davide Fabbri, a Budrio.

ANCORA ONLINE IL FINTO PROFILO SU FACEBOOK. Ma mentre per le rapine era irreperibile, sui social andava a mille. Facebook ha tutt'ora un profilo a nome Ezechiele Norberto Feher, 'libero professionista', dove si possono vedere le sue foto in giacca e cravatta in giro per Ferrara, oppure con personaggi travestiti dai 'cosplay' dei fumetti, oppure a Valencia, proprio in Spagna, terra che evidentemente frequentava già. Le sue tracce sono riemerse nella notte tra il 29 e il 30 marzo, quando una guardia giurata fu rapinata da un uomo armato di fucile da caccia della sua Smith&Wesson calibro 9 argentata. La stessa arma usata poi per uccidere, il primo e l'8 aprile, prima di sparire.

15 Dicembre Dic 2017 1114 15 dicembre 2017
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso