Serie A: Cagliari-Milan 1-2
CALCIO
22 Gennaio Gen 2018 1452 22 gennaio 2018

Calcio, com'è andata l'asta per i diritti tv 2019-2021

In gara Sky, Mediaset, Italia Way, Tim e Perform. Ma all'apertura delle buste le offerte si sono rivelate troppo basse: sotto gli 800 milioni di euro. I club provano con la trattativa privata. E Tavecchio avverte: «C'è anche la spagnola Mediapro».

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L'asta per i diritti tivù della Lega Serie A nel triennio 2019-2021 ha lasciato insoddisfatti i club. Il valore complessivo delle offerte presentate, infatti, ammonta a meno di 800 milioni di euro, ben al di sotto della base d'asta fissata a 1 miliardo e 50 milioni. L'assemblea delle società calcistiche ha dunque deciso di procedere a trattative private con i broadcaster, rimandando la decisione definitiva a venerdì 26 gennaio.

LE CINQUE OFFERTE PRESENTATE. In tutto sono state presentate cinque buste. Sky è in campo per il pacchetto A, che comprende le gare di Juventus, Napoli, Milan, Inter, Lazio, Fiorentina e due squadre di fascia più bassa sul satellitare; per il pacchetto C (stesso contenuto, ma trasmesso via Internet); e per i pacchetti D1 e D2. Il D1 comprende le gare in casa della Roma e del Cagliari e le trasferte del Torino, più le partite di altre nove squadre medio-piccole. Il D2, invece, le trasferte di Roma e Cagliari e le partite in casa del Torino, oltre ai match degli altri nove club inclusi nel D1. Mediaset e Italia Way sono interessate al pacchetto B (stesso contenuto del pacchetto A, ma sul digitale terrestre), mentre Tim e Perform si sono fatte avanti solo per il pacchetto C.

SOLO SKY SOPRA IL MINIMO. Le uniche offerte sopra i minimi sono state quelle di Sky, che ha offerto 261 milioni di euro per il pacchetto A, quotato 260 milioni come il pacchetto B, per cui Mediaset ha messo sul piatto 200 milioni. Anche per il pacchetto C, quotato 160 milioni di euro, ci sarebbe un'offerta Sky da 170 milioni di euro, una di Perform da 100 milioni e una di Tim ancora inferiore. Molto al di sotto della base d'asta di 300 milioni di euro, infine, l'offerta per i pacchetti D1 e D2.

COSA PREVEDEVA IL BANDO. Il prezzo minimo fissato dalla Lega Serie A per poter acquistare i diritti dell'intero campionato (380 partite) nel triennio è di 570 milioni di euro a stagione. Le cifre sono indicate dal bando per i media "tradizionali", pubblicato all'inizio di gennaio sul sito della Lega, assieme a un secondo bando dedicato agli intermediari finanziari indipendenti. Questo secondo bando prevedeva un unico pacchetto con un valore minimo di 1 miliardo e 50 milioni euro, cifra minima che la Lega si aspettava di raggiungere anche all'esito dell'asta del 22 gennaio. Il termine per la presentazione delle offerte è scaduto alle ore 13 e le buste sono state aperte nel pomeriggio.

COSA SUCCEDE ADESSO. Cosa succede adesso? Il bando non è andato deserto come accaduto a giugno del 2017, ma l'asta è comunque fallita. La trattativa privata che si profila all'orizzonte, secondo Business Insider, si concluderà con una vendita al ribasso. L'obiettivo della Lega, infatti, sarebbe quello di «chiudere il cerchio entro fine mese, con la consapevolezza non poter incassare più di 900 milioni di euro».

IL "RICATTO SPAGNOLO" DI TAVECCHIO. Il presidente dimissionario della Figc e commissario straordinario della Lega Serie A, Carlo Tavecchio, ha tuttavia chiarito al termine dell'assemblea dei club che l'obiettivo della trattativa privata «resta ottenere non meno del prezzo minimo complessivo già previsto dal bando, ossia 1 miliardo e 50 milioni di euro». Altrimenti «ci si riserverà di valutare l'offerta presentata dall'intermediario indipendente», che ha partecipato al bando subordinato. Si tratta dell'agenzia spagnola Mediapro, che gestisce i diritti della Liga. E proprio il presidente della Liga, Javier Tebas, è considerato in corsa per il ruolo di amministratore delegato della Lega, in concorrenza con l'ad di Infront, Luigi De Siervo. Di certo c'è che per ora l'assemblea dei club ha deliberato all'unanimità «di non accettare alcuna offerta (nemmeno quella di Mediapro la cui busta non è stata aperta, ndr) e di dar corso alla trattativa privata».

LA SERIE A PIACE SEMPRE DI MENO. D'altra parte, i sondaggi più recenti commissionati dalla stessa Lega mostrano con chiarezza che sempre meno utenti si dichiarano disposti a rinnovare l’abbonamento alle pay tv per seguire il campionato italiano di Serie A. E secondo un’elaborazione dello studio Frasi, citata da Business Insider, «alla fine del girone di andata del campionato 2011-2012 gli spettatori a pagamento di Juve, Inter, Milan, Roma e Napoli erano stati poco più di 165 milioni; alla stessa giornata del campionato in corso sono 135 milioni: il 18% in meno».

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