Raggi
22 Gennaio Gen 2018 2102 22 gennaio 2018

Roma, mai più vie dedicate a chi firmò le leggi sulla razza

La decisione della sindaca Raggi. Soddisfatta la comunità ebraica: «È un segnale importante da parte dell'amministrazione».

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Nel 2018, in occasione dell'80esimo anniversario delle leggi razziali, Roma non avrà più vie dedicate a chi sottoscrisse quel manifesto infame. La sindaca Virginia Raggi ha già avviato le procedure e le verifiche necessarie per cambiare la denominazione delle strade che risultano intitolate agli scienziati firmatari. I risultati delle prime verifiche sono attesi già nelle prossime settimane, con l'obiettivo di concludere il tutto entro l'anno (leggi anche: Elezioni, la Cei: «Credevamo sepolti i discorsi sulla razza»).

LA PROPOSTA ALTERNATIVA. Soddisfatta la comunità ebraica di Roma, con la presidente Ruth Dureghello che lancia una proposta alternativa: «In certi casi è più giusto per le nuove generazioni che le vie in cui camminano siano dedicate non a chi aderì, senza mai dissociarsene successivamente, a un'ideologia razzista, ma piuttosto ai professori universitari che persero il proprio posto per essersi opposti a quell'infamia. Prendiamo atto con soddisfazione della scelta della sindaca Virginia Raggi di modificare le vie di Roma intitolate a chi firmò il Manifesto in Difesa della Razza. È un segnale importante da parte dell'amministrazione cittadina che vuole indicare un impegno concreto nella riflessione sulle cause e le responsabilità delle leggi razziali in Italia».

DOSSIER SEGUITO ANCHE DAL VICE SINDACO. La prossima riunione della commissione toponomastica di Roma è fissata per venerdì 26 gennaio e potrebbe occuparsi proprio di questo argomento. Finora a seguire il dossier è stato il vice sindaco Luca Bergamo, insieme alla stessa Raggi che ha personalmente anticipato questa scelta al giornalista Pietro Suber per il suo documentario 1938. Quando scoprimmo di non essere più italiani.

RAGGI: «CICATRICI DA CANCELLARE». «Roma condanna le leggi razziali, la nostra città è orgogliosamente antifascista», ha commentato la sindaca, «per questo utilizzeremo ogni strumento disponibile per combattere quei rigurgiti di violenza e discriminazione che non vogliamo tollerare. Abbiamo già avviato le procedure e le verifiche per far sì di rinominare tutte quelle strade e piazze della Capitale che sono state intitolate a coloro che sottoscrissero il Manifesto della razza. Dobbiamo cancellare queste cicatrici indelebili che rappresentano una vergogna per il nostro Paese. E questo può essere anche un esempio per tanti altri comuni che, come il nostro si trovano ad avere strade intitolate a questi personaggi».

LE VIE CHE POTREBBERO CAMBIARE NOME. Le parole della prima cittadina sono state rilanciate dal quotidiano La Stampa, secondo cui sono almeno quattro le vie e i larghi in città intitolati agli scienziati sottoscrittori del manifesto della razza, e che quindi potrebbero cambiare nome: largo Nicola Pende, via e largo Arturo Donaggio, via Edoardo Zavattari.

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