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Deragliamento Trenord
Milano Treno Deragliato Trenord

Milano, deraglia treno delle ferrovie Trenord: cosa sappiamo

Il bilancio dell'incidente, avvenuto tra Pioltello e Segrate, è di tre morti e 46 feriti. Le prime indagini confermano l'ipotesi iniziale: carenze nella manutenzione della rotaia.

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Un treno delle ferrovie Trenord, pieno di lavoratori pendolari, è deragliato alle 06.57 del 25 gennaio tra Pioltello e Segrate, nei pressi di Milano. Il convoglio era partito da Cremona e si dirigeva alla stazione di Porta Garibaldi, quando un tratto di binario ha ceduto. Aveva già effettuato una decina di fermate e caricato 350 persone. Il bilancio delle vittime è di tre morti e 46 feriti, cinque dei quali in gravi condizioni.

INDAGATE RFI E TRENORD. Il 30 gennaio sono state perquisite le sedi di Trenord a Milano e di Rfi a Roma. Gli uomini della polizia ferroviaria hanno acquisito dati informatici e documenti relativi alla gestione della manutenzione ordinaria e straordinaria dei binari. Le due società risultano quindi formalmente indagate in base alla legge 231 del 2001, sulla responsabilità amministrativa degli enti.

SOTTO INCHIESTA ANCHE QUATTRO DIPENDENTI. Nel registro degli indagati, con l'ipotesi di reato di disastro ferroviario colposo e omicidio plurimo colposo, ci sono in tutto otto persone. I vertici di Rfi e di Trenord, ma anche quattro dipendenti appartenenti all'unità di manutenzione territoriale di Rfi.

I RISULTATI DELLE PRIME INDAGINI. Le prime indagini, secondo quanto trapelato il 13 febbraio, stanno confermando l'ipotesi iniziale di carenze nella manutenzione della rotaia. In particolare nel cosiddetto 'punto zero', dove il convoglio è uscito dai binari e dove si è verificato il distacco di un pezzo di rotaia lungo 23 centimetri. «Abbiamo sentito uno schianto in quel punto», hanno raccontato agli investigatori alcuni passeggeri del terzo vagone, il primo a deragliare.

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1. La dinamica: tre pali abbattuti in due chilometri

Il terzo vagone del treno è stato il primo a deragliare. Ha abbattuto tre pali dopo essere uscito dall'asse per due chilometri e poi ha colpito anche un quarto palo, quello che, in sostanza, lo ha fermato. Ed è proprio sul terzo vagone che viaggiavano le vittime. Gli inquirenti hanno individuato anche quello che hanno chiamato il "punto zero", ossia il luogo dove si è verificata la rottura del binario sopra una giuntura. È un pezzo di 23 centimetri, saltato dalla rotaia, a un chilometro circa di distanza dalla stazione di Pioltello. Da lì partono i segni sui binari che testimoniano il deragliamento. La motrice del treno era in coda e avrebbe continuato a spingere. Stando alle prime ricostruzioni degli inquirenti, quel tratto di binario stava per essere sostituito.

Il punto in cui la rotaia ha ceduto.

2. Le vittime: morte tre donne

Tre donne sono morte nella tragedia. Quarantasei le persone ferite, secondo l'ultima comunicazione della prefettura. Cinque sono in codice rosso, otto in codice giallo, 33 in codice verde. Giuseppina Pirri, 39 anni, era originaria di Cernusco sul Naviglio in provincia di Milano. «Mia figlia era al telefono con mia moglie e le ha detto che il treno era deragliato. Mia moglie le ha detto scappa, ma poi c'è stato solo il silenzio», ha raccontato il padre. Giuseppina prendeva quel treno tutte le mattine per andare al lavoro in una società di recupero crediti a Sesto San Giovanni. Ida Maddalena Milanesi, 61 anni, proveniva da Caravaggio, in provincia di Bergamo. Era un dirigente medico dello staff di radioterapia dell'Istituto neurologico Besta di Milano. La terza vittima è Pierangela Tadini, 51 anni, anche lei originaria di Caravaggio in provincia di Bergamo, ma residente a Vanzago in provincia di Milano.

3. I soccorsi: ospedali in tilt

Gli elicotteri dei soccorritori hanno fatto la spola con gli ospedali di Milano e Monza, subito arrivati oltre il limite, per trasportare i feriti più gravi. Le immagini dei vigili del fuoco hanno mostrato due carrozze messe di traverso sulla massicciata, a 90 gradi l'una rispetto all'altra. In quell'angolo decine di pompieri hanno lavorato con tutti i mezzi disponibili per tagliare le lamiere. Per agevolare le operazioni sono state asportate le ringhiere di cemento della massicciata.

4. Le indagini: indagati i vertici Rfi e Trenord

Quattro giorni dopo dall'incidente la procura di Milano ha iscritto otto persone nel registro degli indagati nell'inchiesta sull'incidente tra dirigenti e tecnici di Rfi e Trenord. In particolare si tratta di Maurizio Gentile, ad di Rete ferroviaria italiana, e Umberto Lebruto, direttore produzione della stessa società. Sono inoltre indagati Cinzia Farisè e Alberto Minoia, rispettivamente ad e direttore operativo di Trenord. L'ipotesi di reato è, oltre a disastro ferroviario colposo, anche omicidio colposo plurimo per la morte delle tre donne. Con loro altre quattro persone - tutte appartenenti all'unità di manutenzione territoriale di Rete ferroviaria Italiana - risultano indagate.

L'AD di Trenord, Cinzia Farisé.
L'AD di RFI, Maurizio Gentile.

A ridosso dello schianto la 'scatola nera' del treno era stata recuperata. Nell'ambito dell'inchiesta della procura di Milano sono stati sequestrati anche i vagoni, l'intera area in cui è avvenuto il deragliamento, oltre a tutti i documenti che riguardano la manutenzione e i lavori su quel tratto di binari. Sotto la lente di ingrandimento degli investigatori c'è il cosiddetto "punto zero" dove la rotaia si è aperta, un chilometro prima della stazione di Pioltello. In particolare il giunto tamponato con una tavoletta di legno. Secondo i documenti al pm e investigatori il "tampone" sarebbe stato posizionato sotto la rotaia alcuni mesi prima dell'incidente.

MANUTENZIONE NEL MIRINO. Alcune ore dopo l'incidente, gli investigatori della Polfer avevano trovato sotto il giunto usurato la "staffa" di legno che sarebbe stata messa per sostenere la rotaia ed evitare che, probabilmente a causa di un cedimento della massicciata, battesse contro le pietre al passaggio dei treni che continuamente transitano su quella tratta. Nel "punto zero", tra l'altro, si è staccato un pezzo di 23 centimetri della rotaia proprio sopra il giunto. Tutti elementi questi che vengono valutati, sotto il profilo di possibili carenze nella manutenzione, nell'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano e dai pm Maura Ripamonti e Leonardo Lesti con al centro i reati di disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo, lesioni gravi e violazione della normativa in materia di sicurezza sul lavoro in relazione ai controlli e alla manutenzione.

ACCERTAMENTI ANCHE SU CARRELLI, RUOTE E FRENI DEL TRENO. Gli accertamenti, tra l'altro, come richiesto anche dalla difesa di Rete Ferroviaria Italiana, si concentreranno anche sui carrelli, sulle ruote e sui freni del treno. A metà febbraio dovrebbe tenersi una riunione tra inquirenti e consulenti per valutare con quali modalità compiere gli accertamenti su tutti i pezzi di binario e vagone (ma anche sulla 'scatola nera') che sono stati rimossi in questi giorni e trasferiti in un hangar. Si potrebbe trattare di «accertamenti tecnici irripetibili», ossia alla presenza anche dei consulenti della difesa, o di un incidente probatorio per 'cristallizzare' le prove in vista del processo, ipotesi meno probabile. Intanto, proseguono le operazioni di rimozione dei vagoni e quando saranno completate, probabilmente entro 10, l'area dove è avvenuto l'incidente verrà dissequestrata dalla Procura.

5. I precedenti: cinque deragliamenti in sei mesi

«La linea Cremona-Milano è stata segnalata come una delle peggiori in Lombardia», ha sottolineato la Legambiente regionale. «Conta oltre 10 mila pendolari giornalieri, su treni lenti e sovraffollati dall'età media di 17 anni». Non solo. Come denuncia il sindacato Orsa, con quello di giovedì 25 gennaio negli ultimi sei mesi sono saliti a cinque gli incidenti per deragliamento sul territorio nazionale. E «non può essere solo un caso», ha spiegato a Lettera43.it il segretario generale Andrea Pelle. Oltre allo svio dell'estate scorsa sempre a Pioltello, il 9 novembre è toccato a un Frecciargento a Firenze Castello, il 6 dicembre a un convoglio sulla linea Cosenza-Paola e il 9 gennaio a un merci sulla linea Pescara-Foggia. A volte, fortunatamente, lo svio non causa né vittime né feriti altre volte interessa un treno merci, e quindi «non fa notizia».

6. Le polemiche: Salvini incolpa i tagli

In tempi di campagna elettorale era difficile non attendersi una strumentalizzazione della tragedia. Le schermaglie politiche hanno preso il via quando ancora i contorni dell'incidente non erano ancora stati chiariti. Matteo Salvini e Giorgia Meloni non hanno esitato a scagliarsi contro i tagli al trasporto pubblico locale, invocando un investimento sulle infrastrutture, arrivando anche - secondo Meloni - a sforare il tetto del 3% del rapporto deficit-Pil. «C'è da pregare e sperare che lo splendido lavoro dei volontari e degli infermieri salvi le vite salvabili e poi c'è da capire il perché è successo», ha dichiarato invece il leader leghista. «Ogni volta che si parla di interventi economici a Roma c'è una riga sui tagli al trasporto pubblico locale». Parole che hanno scatenato la replica stizzita del Pd, col parlamentare Emanuele Fiano, che su Facebook ha accusato Salvini di «cinismo».

Qualcuno ha già cercato di fare campagna elettorale sui morti di #Pioltello. Mi dispiace io non sarò mai all’altezza del...

Geplaatst door Emanuele Fiano op donderdag 25 januari 2018
Aggiornato il 13 febbraio 2018 25 Gennaio Gen 2018 1434 25 gennaio 2018
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