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Aggiornato il 26 gennaio 2018 25 Gennaio Gen 2018 1353 25 gennaio 2018

Treno deragliato, chi sono le vittime

Si tratta di tre donne: Pierangela Tadini, Giuseppina Pirri e Ida Maddalena Milanesi.

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Il treno delle ferrovie Trenord deragliato all'altezza di Seggiano di Pioltello si è portato via la vita di tre donne. Quarantasei sono invece le persone rimaste ferite. Cinque sono state portate in ospedale in codice rosso, otto in codice giallo, 33 in codice verde. Dei feriti «nessuno è più in pericolo di vita», ha detto il prefetto di Milano, Luciana Lamorgese. Le vittime sono state tutte identificate.

Si tratta di Giuseppina Pirri, 39 anni, di Cernusco sul Naviglio in provincia di Milano. «Mia figlia era al telefono con mia moglie e le ha detto che il treno era deragliato. Mia moglie le ha detto scappa, ma poi c'è stato solo il silenzio», ha raccontato Pietro Pirri, padre Giuseppina, in lacrime fuori dall'obitorio. Giuseppina, diplomata in ragioneria, prendeva quel treno tutte le mattine per andare al lavoro in una società di recupero crediti a Sesto San Giovanni. Non era sposata e viveva con i genitori.

Giuseppina Pirri.

Ida Maddalena Milanesi, 61 anni, originaria di Caravaggio in provincia di Bergamo. Era un dirigente medico dello staff di radioterapia dell'istituto Neurologico Besta di Milano. Nata nel 1956, si era laureata in medicina all'Università di Milano e specializzata in radiologia, neurologia e neurologia oncologica. La sera prima di morire aveva perso il solito treno che la riportava a casa, perché c'era da aspettare il referto di una risonanza magnetica, e aveva preso quello successivo. Seguiva pazienti colpiti da tumore al cervello. Lascia il marito, il nefrologo Marco Tagliaferri, e la figlia Valentina, 22 anni, studentessa di medicina.

Ida Maddalena Milanesi.

Pierangela Tadini, 51 anni, anche lei originaria di Caravaggio in provincia di Bergamo, ma residente a Vanzago in provincia di Milano. I suoi genitori, Angelo e Luisa, sono sconvolti. Pierangela abitava a pochi chilometri da loro a Misano Gera d’Adda, insieme alla figlia Lucrezia di 18 anni. Che era con lei sul treno deragliato e si è salvata. La mamma andava al lavoro, all’ospedale San Giuseppe di Milano, in amministrazione, e la figlia andava a scuola, l’ultimo anno delle superiori. «Mia figlia? Era solare», dice papà Angelo, con la voce rotta dal dolore.

Pierangela Tadini.
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