Boldrini,da madre Pamela lezione civiltà

Morte Pamela Mastropietro, tre fermi

Oltre a Oseghale e Lucky, è in stato di fermo un altro nigeriano 27enne. Per il procuratore di Marcerata «l'indagine è chiusa».

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Tre uomini fermati. Proseguono le indagini sulla morte di Pamela Mastropietro (leggi cosa sappiamo del caso). Oltre a Innocent Oseghale, già arrestato, sono stati fermati Desmond Lucky, chiamato in causa da Oseghale perché accusato di aver venduto alla ragazza una dose di eroina e un altro nigeriano: Awelima Lucky di 27 anni. Dimoravano rispettivamente a Montecassiano e Macerata, riferisce una nota della Procura di Macerata.

Durante gli interrogatori, che si sono svolti venerdì fino a tarda notte, «sono state espletate ulteriori indagini di natura tecnica e testimoniale» in base alle quali, gli inquirenti hanno ritenuto che ci fossero «gravi indizi di reità a carico dei due indagati» e anche «concreto pericolo di fuga». «Con i due fermi eseguiti oggi riteniamo l'indagine chiusa», ha detto il procuratore di Macerata Giovanni Giorgio. I provvedimenti cautelari dovranno poi essere convalidati dal gip. L'inchiesta, ha precisato il magistrato, «coinvolge tre indagati» ed «è chiusa». «Seguiamo l'evoluzione delle indagini, per i responsabili punizioni severe», ha assicurato il ministro dell'Interno Marco Minniti.

I RISULTATI DELLA SECONDA AUTOPSIA. L'autopsia bis, eseguita l'8 febbraio da un pool di medici legali dell'Università di Macerata, non ha chiarito le cause del decesso ma ha riscontrato varie lesioni sul corpo (alla testa e all'altezza del fegato): sono state inferte prima o dopo la morte? Saranno decisivi altri esami di laboratorio oltre a quelli tossicologici. L'accertamento ha però evidenziato un sezionamento quasi "scientifico" del cadavere: sarebbero servite molte ore per farlo, oltre alla mano di persone esperte.

VERSIONI CONTRASTANTI. Ora gli inquirenti, con l'ausilio anche di indagini tecniche e informatiche, stanno vagliando movimenti e alibi relativi a quel 30 gennaio, l'ultimo giorno di vita di Pamela che, dopo essersi allontanata il 29 gennaio dalla comunità di recupero Pars di Corridonia, era arrivata a Macerata e aveva contattato Oseghale per procurarsi la droga. Qui la vicenda si fa nebulosa. Nella sua seconda versione, il pusher ha sostenuto di essere salito in casa con la ragazza e Lucky che le avrebbe ceduto una piccola dose di eroina. Quando Pamela è andata in overdose, ha detto Oseghale, lui sarebbe scappato, trovando in seguito nell'abitazione le valigie con il corpo già sezionato. Lucky invece sostiene di non aver mai spacciato né di essere stato nella mansarda dove i Ris hanno trovato i vestiti di Pamela sporchi di sangue, tracce ematiche in cucina e su un piumone bagnato in balcone, oltre a grossi coltelli da cucina tra cui una mannaia.

10 Febbraio Feb 2018 1359 10 febbraio 2018
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