Hacker
Universo cyber
Terrorismo: 007, rischio concreto Italia
Il rapporto
20 Febbraio Feb 2018 1201 20 febbraio 2018

Terrorismo, fake news ed estrema destra: la relazione degli 007

I servizi segreti italiani hanno presentato la "Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza". Tra i pericoli la minaccia jihadista, i gruppi xenofobi e le possibili interferenze sul voto.

  • ...

I servizi segreti italiani hanno presentato la "Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza". Nel documento gli 007 italiani mettono in guardia il parlamento sulle insidie che il Paese si troverà ad affrontare. Il rapporto è stato presentato del Consiglio dei Ministri e dal Direttore generale del DIS. Tra i temi più sensibili la crescente minaccia jihadista, ma anche le eventuale ingerenze sulla campagna elettorale e il rischio crescente dell'eversione nera.

La minaccia jihadista: pericolo per la radicalizzazione di "islamonauti italofoni"

In Italia la minaccia del terrorismo jihadista è «concreta ed attuale». Il Paese è infatti «oggetto dell'attività propagandistica ostile di Daesh e continuano ad essere presenti nel suo territorio soggetti radicalizzati - tra i quali 'islamonauti' italofoni - o comunque esposti a processi di radicalizzazione». In particolare, viene segnalato «il pericolo rappresentato dagli estremisti homegrown, mossi da motivazioni e spinte autonome o pilotati da 'registi del terrore'».

ITALIA AL CENTRO DELLA NARRATIVA JIHADISTA. Oltre alle presenza di radicalizzati sul territorio, i servizi ricordano anche il «ruolo di rilievo che il nostro Paese da sempre occupa nell'immaginario e nella narrativa jihadista». La relazione cita poi due casi «emblematici della forza persuasiva della propaganda jihadista, in grado di innescare derive violente in persone apparentemente integrate ma in realtà preda di instabilità emotiva e dissociazione identitaria o religiosa»: quello dell'italo-marocchino membro del commando responsabile degli attacchi di Londra del 3 giugno e quello dell'italo-tunisino che il 18 maggio a Milano ha aggredito un poliziotto nella stazione centrale.

ATTENZIONE SUI POSSIBILI FOREIGN FIGHTERS. Attenzione particolare viene riservata al fenomeno dei foreign fighters (la stima indica in 129 il numero di quelle che hanno avuto a che fare con l'Italia). Nel 2017 non si sono tuttavia registrate nuove partenze dal territorio nazionale verso i teatri di guerra. Gli 007 hanno segnalato poi la propaganda ostile di Daesh che pubblica messaggi anche in italiano e parla di «pressione di natura istigatoria», che ha «continuato a coniugarsi con l'attivismo di 'islamonauti' e italiani radicalizzati impegnati a diversi livelli: dal proselitismo di base a più significativi contatti con omologhi e militanti attivi all'estero, compresi foreign fighters e soggetti espulsi dall'Italia per motivi di sicurezza». L'intelligence rileva infine che i processi di radicalizzazione, oltre che sul web avvengono in circuiti familiari di difficile penetrazione, in centri di aggregazione e nelle carceri, «fertile terreno di coltura per il virus jihadista, diffuso da estremisti in stato di detenzione».

Migranti: infiltrazioni dagli sbarchi occulti

La relazione si concentra anche sulla questione migratoria evidenziando che mentre calano gli sbarchi dalla Libia (-34% nel 2017 rispetto a 2016), sono in aumento quelli che originano da Tunisia (+492% ) ed Algeria (+70%). Nello specifico si legge che «rispetto agli arrivi dalla Libia, quelli originati dalla Tunisia e dall'Algeria presentano caratteri peculiari: sono entrambi essenzialmente autoctoni e prevedono sbarchi 'occulti', effettuati sottocosta per eludere la sorveglianza marittima aumentando con ciò, di fatto, la possibilità di infiltrazione di elementi criminali e terroristici». Gli 007 segnalano poi che «la netta diminuzione dei flussi provenienti dalla Libia non può ancora dirsi indicativa di una definitiva inversione di tendenza. Ciò a causa della resilienza e della flessibilità dei network criminali ed anche in ragione del permanere di profili di criticità che potrebbero contribuire ad una ripresa delle partenze alla volta del nostro Paese».

L'influenza sotto le elezioni: diffusione di dati per orientare l'opinione pubblica

Nel rapporto gli 007 hanno lanciato anche l'allarme per un eventuale influenza in occasione del voto del 4 marzo. Facendo attenzione alle «campagne di influenza che, prendendo avvio con la diffusione online di informazioni trafugate mediante attacchi cyber, mirano a condizionare l'orientamento ed il sentiment delle opinioni pubbliche, specie allorquando queste ultime sono chiamate alle urne». Il rapporto parlando di «minaccia ibrida» prevede un aumento di questo tipo di rischi, «specie in prossimità di passaggi cruciali per i sistemi democratici».

CAMPAGNE SFRUTTANO I FONDAMENTI DELLA DEMOCRAZIA. In particolare, ha spiegato l'intelligence, queste campagne «hanno dimostrato di saper sfruttare, con l'impiego di tecniche sofisticate e di ingenti risorse finanziarie, sia gli attributi fondanti delle democrazie liberali (dalle libertà civili agli strumenti tecnologici più avanzati), sia le divisioni politiche, economiche e sociali dei contesti d'interesse, con l'obiettivo di introdurre, all'interno degli stessi, elementi di destabilizzazione e di minarne la coesione».

WEB COME STRUMENTO PER L'INFLUENZA. La relazione ipotizza la crescita del trend delle minacce ibride. «L'impiego di tali strumenti pur non essendo un fenomeno nuovo, costituisce una realtà sempre più perniciosa, sofisticata e di difficile rilevazione. Gli attacchi di natura ibrida hanno infatti reso più labile la linea di demarcazione tra situazioni caratterizzate da assenza di ostilità e forme di conflittualità diffusa tra gli Stati». In questo, ha sottolineato, «lo strumento cibernetico è destinato a divenire sempre di più un agevolatore di attività di influenza, realizzate attraverso la manipolazione e la diffusione mirata di informazioni preventivamente acquisite attraverso manovre intrusive nel cyber-spazio, così da orientare le opinioni pubbliche, fomentare le tensioni socio-economiche, accrescere l'instabilità politica dei Paesi dell'area occidentale, all'atto dell'adozione di decisioni strategiche, ritenute dall'attore ostile sfavorevoli ai propri interessi».

Destra radicale: rischio di azioni xenofobe

«La destra radicale ha dimostrato un dinamismo crescente - con la nascita di nuove sigle cui aderiscono soprattutto fasce giovanili - che appare alimentato dal tentativo di gruppi d'area di intercettare le istanze nazionaliste e i sentimenti di insofferenza verso la presenza extracomunitaria», si legge ancora nella relazione. Gli 007 avvertono che le «dinamiche il cui potenziale impatto sulla coesione sociale non deve essere sottovalutato. Le tensioni legate alla gestione dei flussi migratori e ai processi di integrazione rappresentano una piattaforma che la destra oltranzista può strumentalizzare anche per propagare messaggi che, rivolti specialmente agli attivisti di nuova generazione, tendono ad accentuare la diffidenza e l'intolleranza nei confronti del 'diverso', con il rischio di derive xenofobe».

A RISCHIO LA RADICALIZZAZIONE ANTI-ISLAM. «Sebbene l'ambiente italiano risulti a tutt'oggi distante da quello di altri Paesi europei - dove è più alta e più organizzata la presenza di militanti neonazisti e maggiore, di conseguenza, il rischio di radicalizzazione delle posizioni anti-immigrazione, specie in chiave anti-Islam, aumenta il pericolo di contaminazioni e di forme emulative rispetto a circuiti esteri a più marcata connotazione oltranzista così come quello di azioni xenofobe di forte impatto legate a pur sempre possibili incidenti di percorso nella convivenza con le realtà immigrate, specie in aree e contesti dove sia già presente un diffuso disagio sociale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso