Latina
STRAGE DI LATINA
28 Febbraio Feb 2018 0848 28 febbraio 2018

Latina, uccide le figlie e si suicida il carabiniere che ha sparato alla moglie

L'appuntato si stava separando. Dopo aver sparato alla consorte è entrato in casa e ha ucciso le due figlie. Si è barricato per ore nell'abitazione, infine si è tolto la vita. La donna, ricoverata in gravi condizioni, lo temeva e aveva fatto due esposti.

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Ha aspettato la moglie sotto casa. E appena l'ha vista le ha sparato più colpi riducendola in fin di vita. Poi ha preso le chiavi dell'appartamento dalla sua borsa e ha ucciso le figlie, 8 e 14 anni, nei loro letti mentre dormivano. Dopo nove ore di trattativa, barricato in casa con i cadaveri delle figlie, Luigi Capasso, 43 anni, carabiniere in servizio, si è ucciso con un colpo di pistola. La stessa pistola, quella d'ordinanza, usata contro le figlie, Martina e Alessia, e la moglie, Antonietta Gargiulo, 39 anni, che ora è gravissima in ospedale.

L'ESPOSTO CONTRO IL MARITO. L'ennesima violenza in famiglia, l'ennesima crisi coniugale finita nel sangue, col sacrificio di due ragazzine e di una donna. «Ho paura, non lo voglio vedere e non voglio che veda le mie figlie», aveva detto Antonietta, presentando un esposto contro il marito. Una separazione burrascosa tra esposti, persino aggressioni e schiaffi da parte di lui. «Era geloso», dicono i vicini, che ora piangono le due sorelle e la donna, conosciuta e che frequentava la parrocchia. Fino al tragico epilogo, che Antonietta aveva cercato di evitare con le sue segnalazioni.

IL RACCONTO DELLA TESTIMONE. Una testimone ha raccontato: «Dal balcone ho visto Antonietta a terra, ferita, gridava aiuto». La famiglia, che abita nell'appartamento al terzo piano, ha raccontato di aver sentito altri spari, tre o quattro, tra le 5.30 e le 6, dopo i tre che avevano raggiunto Antonietta. «Non sentiamo le voci della ragazzine da ieri sera, stamani non le abbiamo sentite», hanno detto ai carabinieri.

L'IRRUZIONE DEI CARABINIERI. Il comandante provinciale di Latina, Gabriele Vitagliano, è andato sul posto con il comandante provinciale di Roma Antonio De Vita, i corpi speciali, i Gis di Roma e poi quelli di Livorno, per preparare l'irruzione. Sono arrivati i negoziatori dell'Arma e le trattative sono proseguite per ore, da balcone a balcone, anche con l'aiuto di un'amica di Capasso. L'appuntato è agitato, alterna dialoghi a lunghi silenzi. Poi ammette di aver ucciso le figlie. Infine sparisce in casa. Le speranze ormai non ci sono più. E i militari fanno irruzione.

LO STALKING SERRATO. In casa trovano i cadaveri delle due sorelle: la più piccola nel lettone con un colpo alla schiena, la più grande nel suo letto raggiunta da un colpo all'addome. Il corpo senza vita di Capasso giace nel soggiorno. Il matrimonio con Antonietta andava avanti dal 2001, ma la situazione era precipitata durante l'estate. «Poi lo staliking serrato», racconta l'avvocato Maria Belli, legale della donna. Il 29 marzo prossimo si sarebbe tenuta la prima udienza per la separazione giudiziale. «Era sempre stata attenta, aveva usato ogni precauzione, ma non è bastato», ha concluso l'avvocato.

Gli esposti di Antonietta: «Ho paura»

Antonietta aveva lanciato l'allarme a gennaio, quando aveva messo a verbale al commissariato di Cisterna di temere Luigi, l'uomo col quale si era sposata nel 2001 e dal quale si stava separando. E di temere anche per le sue figlie. Lui si era impegnato a riconciliarsi, ma lei, racconta l'avvocato Belli, «aveva sempre rifiutato di vederlo». Di quel matrimonio restavano solo la gelosia di lui, le scenate, gli schiaffi anche davanti alle figlie.

AGGREDITA FUORI DAL SUO LUOGO DI LAVORO. Antonietta «era stata aggredita con urla e schiaffi fuori dal suo luogo di lavoro, il 4 settembre scorso», racconta ancora l'avvocato. Tre giorni dopo «aveva presentato un primo esposto alla polizia, ma non una denuncia, in quanto temeva che il suo gesto potesse far perdere il lavoro al marito». Per questo la donna non avrebbe mai fatto riferimenti specifici ad aggressioni subite, ma avrebbe dato solo indicazioni generiche su determinati comportamenti del marito. «Luigi picchiò la moglie perché lei la scorsa estate lo aveva cacciato di casa», ha ricordato il 28 febbraio un negoziante di Cisterna, «era geloso della moglie». Quell'aggressione, tuttavia, aveva segnato il limite: tre giorni dopo, il 7 settembre, Antonietta Gargiulo è andata dalla polizia e ha presentato il primo esposto.

LUI SI FACEVA TROVARE SOTTO CASA. Il secondo lo ha presentato a gennaio, sullo stesso tenore di quello precedente. Da quel momento però era iniziato lo stalking serrato da parte del carabiniere, che si faceva trovare sotto casa e aveva insistito più volte per incontrarla. Antonietta fu ascoltata al commissariato di Cisterna in seguito a un esposto che anche il marito aveva presentato contro di lei. In quella circostanza aveva raccontato di un rapporto da sempre molto conflittuale, con liti davanti alle figlie. Aveva detto di avere paura e di non volerlo incontrare.

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