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1 Marzo Mar 2018 1703 01 marzo 2018

Bambini disabili, in Italia 4 mila sono abbandonati

Nella maggior parte dei casi li attende una lunga ospedalizzazione o il ricovero in una struttura residenziale sanitaria. L'esperienza romana delle 'Piccole case'.

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Quattro mila minori in Italia nati con disabilità vivono in stato di abbandono. Il loro destino è nella maggior parte dei casi una lunga ospedalizzazione o il ricovero in una struttura residenziale sanitaria. A questi bambini e ragazzi, per i quali l'adozione e l'affido sono spesso negati, è così impedito di vivere in ambienti che garantiscano in pieno i loro diritti e che assicurino adeguate attenzioni sul piano affettivo e dell'accoglienza.

IN CAMPO OPERATORI E VOLONTARI. La stima, ricavata da dati del ministero del Welfare, è stata fornita a un convegno sul tema, che si è tenuto presso la sede della Regione Lazio, dalla cooperativa sociale 'L'accoglienza onlus' che da quasi 20 anni gestisce a Roma tre 'Piccole case', strutture familiari che al momento ospitano una ventina di bambini disabili soli. Un'esperienza professionale, quasi unica nel nostro Paese, che permette di accogliere questi bambini in difficoltà come in una famiglia e che impegna operatori e volontari in un continuo rapporto di cure ed affetto.

TRE OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE. Un tipo di assistenza che 'L'accoglienza onlus' propone come modello di 'best practice' e che è stato presentato in un libriccino (Anzitutto bambini), realizzato in collaborazione con l'Unicef Italia e la Fish (Federazione italiana superamento handicap). Tre gli obiettivi delle 'Piccole case'. Sono 'luogo di accoglienza' del bambino, della sua storia, delle esperienze vissute, dei suoi bisogni; sono 'luogo di appartenenza' del bambino che trattato con rispetto ed affetto gli permette di ricostruire legami e fiducia; sono 'luogo di cura e crescita' del bambino, spazio sicuro e di protezione tali da favorire l'accettazione del suo stato di fragilità. Scuola, parrocchia e centri sportivi del territorio interagiscono con gli operatori che si occupano di questi minori. Nel Lazio, in particolare, sono 250 i bambini con gravi disabilità e senza la famiglia di origine.

TARIFFAZIONE AD HOC PER LE CASE FAMIGLIA. Lo scorso dicembre, l'amministrazione regionale ha approvato una delibera (la n.884 del 19/12/2017) che introduce per la prima volta in Italia un sistema di tariffazione ad hoc per le case famiglia che accolgono i bambini in situazione di disabilità complessa, "prevedendo - spiegano gli operatori della cooperativa - un aumento a carico del servizio sanitario locale e superando la storica scissione fra prestazioni sociali e sanitarie, tra loro non comunicanti". In presenza di alternative, i bambini restano nei reparti ospedalieri, "con ripercussioni negative sugli stessi bambini e anche sulle finanze pubbliche, dati i costi di ricovero in ospedale molto più elevati rispetto a quelli delle case famiglia socio-assistenziali. Non dimentichiamo - precisano - che è ancora molto difficile per un bambino con disabilità trovare una famiglia o un genitore adottivi".

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