Embraco: Slovacchia, nessun aiuto
1 Marzo Mar 2018 2107 01 marzo 2018

Caso Embraco, pressing del governo per nuovi incontri al Mise

Proseguono gli incontri per cercare evitare il licenziamento di 497 lavoratori. Il ministro ha incontrato il ceo di Whirlpool e esponenti della multinazionale americana sono stati al ministero.

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Il governo continua a cercare una soluzione per evitare i 497 licenziamenti all'Embraco di Riva di Chieri. Dopo i contatti tra il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda e il ceo di Whirlpool, Marc Bitzer, alcuni esponenti della multinazionale americana sono stati al ministero per incontri tecnici. Il 2 marzo Calenda vedrà i sindacati per fare il punto sulle novità e comunicare i risultati del pressing di questi giorni.

ASSEMBLEA DELEGATI AZIENDE IN CRISI. Nelle stesse ore a Torino ci sarà un'assemblea dei delegati delle aziende in crisi, con i leader nazionali di Fim, Fiom e Uilm, in vista dello sciopero generale dei metalmeccanici torinesi indetto entro il 15 marzo. «L'incontro con il ministro Calenda era atteso da giorni, siamo fiduciosi che le iniziative assunte dal ministero siano in grado di produrre dei risultati e possano concedere un po' di respiro ai lavoratori della Embraco», ha affermato Dario Basso, segretario generale della Uilm torinese. «La premessa di qualunque trattativa è il ritiro dei licenziamenti. Vedremo domani cosa ci propongono, alla condizione però che ci sia una soluzione reale per tutti i lavoratori», ha aggiunto Federico Bellono, segretario generale della Fiom torinese. S

UNA DELEGAZIONE INCONTRA TAJANI. Sulla vicenda Embraco si muove anche Antonio Tajani. «Lunga conversazione su #Embraco con Marc Bitzer ceo mondiale di #Whirlpool. Stiamo lavorando costruttivamente per una soluzione positiva a favore dei dipendenti dello stabilimento di #Chieri. Non sarà facile ma, come promesso, ce la metterò tutta», ha twittato il presidente dell'Europarlamento, che mercoledì ha ricevuto a Bruxelles una delegazione di lavoratori dell'Embraco accompagnata dal presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino.

PRESA DI POSIZIONE DI CONFINDUSTRIA. I Paesi Ue devono capire che «la partita questa volta non è tra i Governi d'Europa, ma tra Europa e mondo esterno», quindi ci deve essere «un grande salto di qualità», «anziché difendersi tra Paesi d'Europa», sostiene il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia che ha affrontato la questione con il presidente Tajani e con il vicepresidente Katainen. I tempi sono sempre più stretti perché il 25 marzo i licenziamenti diventeranno effettivi.

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