Latina
VIOLENZA IN FAMIGLIA
1 Marzo Mar 2018 1537 01 marzo 2018

Latina, Capasso fu visitato e dichiarato idoneo al servizio

Secondo le prime ricostruzioni, l'uomo che ha ucciso le due figlie e ferito gravemente la moglie rifiutò il sostegno psicologico che gli era stato offerto a seguito della crisi coniugale.

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Emergono nuovi particolari sui trascorsi di Luigi Capasso, il carabiniere autore della strage familiare a Cisterna di Latina. L'uomo, seondo quanto si è appreso, fu sottoposto a una visita medica e dichiarato idoneo al servizio. Quando richiese un alloggio in caserma a seguito della crisi coniugale gli venne offerto dall'Arma, come da prassi, un sostegno psicologico per superare la separazione, ma lui rifiutò sostenendo di avere già il supporto del suo psicologo. Per questo fu obbligato a sottoporsi a una visita medica davanti a una commissione che gli diede otto giorni di riposo e lo dichiarò idoneo al servizio.

MINNITI: «TROPPE SOTTOVALUTAZIONI». Sulla tragedia è intervenuto anche il ministro dell'Interno Marco Minniti.«La strage di Latina è assolutamente inaccettabile per le mie responsabilità», ha dichiarato. «Potrei cavarmela dicendo che formalmente non c'è stata denuncia e quindi non si è messo in moto il meccanismo, ma a volte ci sono «troppe sottovalutazioni e non si comprende la minaccia in campo».

LA MOGLIE RESTA GRAVE, MA STAZIONARIA. Intanto Antonietta Gargiulo, la moglie di Capasso gravemente ferita a colpi di pistola, si trova ancora sedata e ricoverata nella terapia intensiva dell'ospedale San Camillo di Roma. Secondo quanto si è appreso, le sue condizioni sono gravi ma stazionarie e la prognosi rimane al momento riservata. I medici stanno valutando quando sottoporla a un intervento maxillo-facciale alla mascella sinistra, colpita da un proiettile.

L'AVVOCATO: «CERCARE E TROVARE LE RESPONSABILITÀ». L'avvocato della donna, Maria Concetta Belli, intanto annuncia battaglia: «Ci sono responsabilità che vanno cercate e trovate in questa tragedia. Se si poteva evitare non lo so, ma non credo ci fermeremo qui».

I CARABINIERI LANCIANO UN INDAGINE INTERNA. L'Arma dei Carabinieri ha reso noto che sta fornendo all'autorità giudiziaria «la massima collaborazione investigativa e ogni informazione in suo possesso». Non solo, «ha disposto per gli aspetti di propria competenza l'esecuzione di una rapida inchiesta, tesa ad accertare i fatti con puntualità e trasparenza». Il comando generale dell'Arma, sottolineando che l'indagine interna, ulteriore rispetto a quella della magistratura, ha spiegato che «porterà a una completa conoscenza della vicenda e all'adozione dei provvedimenti che si renderanno necessari».

L'ARMA: «SI IMPONE UNA RIFLESSIONE». «La grave tragedia familiare avvenuta a Cisterna di Latina», ha scritto ancora l'Arma, «impone l'obbligo di verificare se le autorità gerarchiche e sanitarie competenti a valutare il comportamento e la condizione psicofisica dell'appuntato Luigi Capasso avessero elementi sufficienti per prevedere quanto purtroppo è accaduto, nonché se sia stato fatto tutto ciò che la legge consentiva a tutela della consorte e, per estensione, dell'intero nucleo familiare».

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