Consulta, no a conflitti su Rosatellum
7 Marzo Mar 2018 1809 07 marzo 2018

Consulta: sfida Cartabia-Lattanzi per la presidenza

Per la prima volta una donna potrebbe presiedere la Corte Costituzionale. Ma le quotazioni danno in vantaggio il giudice più anziano. Il voto l'8 marzo.

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Tempo di avvicendamento sulla poltrona più alta della Corte Costituzionale, che nel pomeriggio dell'8 marzo eleggerà il suo nuovo presidente, dopo la fine del mandato di Paolo Grossi. Sebbene la Corte sia un organo collegiale in cui le decisioni non sono mai di uno solo e non sia un'istituzione politica, ma un "tribunale", nei fatti i pesi interni contano e le decisioni hanno spesso alto rilievo politico. Di questo passaggio nei corridoi della Consulta si parla da settimane.

PARTITA TRA CARTABIA E LATTANZI. Quel che filtra è che tra i giudici chiamati a scegliere al loro interno il nuovo presidente, le linee sarebbero due: una, formata soprattutto dai componenti che provengono dalla magistratura, favorevole a un avvicendamento soft, che da consuetudine vuole che la scelta cada sul giudice con maggiore anzianità; e una più innovativa, formata dai giudici che vengono dal mondo accademico. Quest'ultima, capofila Giuliano Amato, vorrebbe dare l'incarico a Marta Cartabia, giudice dal 13 settembre 2011: profilo internazionale per studi e pubblicazioni, sarebbe la prima donna a presiedere la Corte Costituzionale e resterebbe in carica quasi tre anni. La prima ipotesi, invece, premierebbe Giorgio Lattanzi, già magistrato di Cassazione, giudice dal 9 dicembre 2010, che resterebbe in carica circa due anni: le sue quotazioni sono date in risalita.

UN POSTO ANCORA VACANTE. L'8 marzo è prevista anche la convalida dei titoli e poi il giuramento al Quirinale del nuovo giudice, il professor Francesco Viganò, docente alla Bocconi di Diritto penale che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha nominato il 24 febbraio scorso. Con lui il collegio sale a 14 componenti, ma resta sempre sotto di un'unità, visto che il Parlamento dopo oltre un anno non è ancora riuscito a indicare un giudice al posto di Giuseppe Frigo, che si dimise il 7 novembre 2016.

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