Ue:mercoledì risposte a dazi acciaio Usa
9 Marzo Mar 2018 1515 09 marzo 2018

Dazi su alluminio e acciaio, cosa rischia l'Italia

Ci sono aziende molto colpite come la Valbruna, che esporta oltre 40 mila tonnellate di acciaio inossidabile negli Stati Uniti. Ma potrebbero esserci ripercussioni anche sul settore alimentare e agricolo.

  • ...

Il quadro delle possibili conseguenze per il sistema-Italia derivanti dai dazi su alluminio e acciaio decisi dagli Stati Uniti di Donald Trump inizia a prendere forma. A dare le prime indicazioni sono state alcune associazioni di categoria, che hanno messo in guardia dai rischi che anche altri settori potrebbero correre, a partire dal comparto alimentare e da quello agricolo. Ecco le loro posizioni (leggi anche: Trump approva i dazi, le cose da sapere).

1) Federacciai: «Ci sono aziende molto colpite»

«Stiamo valutando esattamente la ripercussione sulle singole imprese italiane, ma è chiaro che ci sono aziende molto colpite, come per esempio la Valbruna, che esporta oltre 40 mila tonnellate di acciaio inossidabile negli Stati Uniti». Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, ha definito la mossa dell'amministrazione Trump «grave» e «come tutte le misure unilaterali molto pericolosa, perché rischia di innescare guerre commerciali». Valbruna ha tre stabilimenti produttivi: due in Italia, a Vicenza e a Bolzano, e uno negli Stati Uniti a Fort Wayne, nello Stato dell'Indiana, dove nel 2016 Trump ha preso oltre 500 mila voti in più rispetto a Hillary Clinton.

2) Telefonata Gentiloni-Juncker

Dazi e politiche commerciali sono stati al centro di una telefonata avvenuta il 9 marzo tra il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. «I dazi non sono la via da seguire», ha detto il premier, sottolinenando quanto sia importante «proseguire nel dialogo con gli Stati Uniti». Nel prossimo Consiglio europeo, ha concluso Gentiloni, «valuteremo una posizione da assumere in comune».

3) Quanto vale l'export europeo di acciaio e alluminio

La partita, del resto, investe l'Unione europea nel suo complesso, non solo l'Italia. Come raccontato dal settimanale Panorama, infatti, l’export di acciaio dall’Europa verso gli Stati Uniti è pari a 5 milioni di tonnellate, cioè un settimo dei 35 milioni di tonnellate importate dagli americani da tutti i Paesi del mondo. Il valore economico si attesta attorno ai 5 miliardi di dollari (più di 4 miliardi di euro) e quindi una tariffa del 25% significherebbe perdite per 1 miliardo di dollari (più di 800 milioni di euro). Un discorso simile, ma con numeri inferiori, vale anche per l'alluminio. Per questo materiale, infatti, il valore delle esportazioni verso gli Stati Uniti è pari a 1,2 miliardi di euro l'anno.

4) Federalimentare: «L'Ue riveda le sanzioni contro la Russia»

Ha espresso preoccupazione anche Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare: «Non è mai un fatto positivo quando la crescita del commercio mondiale viene ostacolata da dazi e neoprotezionismi». Il timore è che le tensioni commerciali finiscano per colpire anche altri settori, tra cui quello del food. Scordamaglia ha ricordato che gli Stati Uniti sono il primo mercato del cibo italiano fuori dalla Comunità europea e sono valsi nel 2016 per il nostro export alimentare 3 miliardi 756 milioni di euro, con un tasso di crescita evidenziato negli undici mesi del 2017 di +6,2%.

LE RAGIONI DI TRUMP. Scordamaglia ha comunque ricordato «che Trump ha ragione quando afferma la necessità di difendersi da quei Paesi che aumentano le proprie quote di mercato facendo dumping ambientale o sociale». Che fare quindi? «L'Unione europea valuti bene questi aspetti prima di procedere con accordi bilaterali e garantisca un livello di reciprocità che vada oltre le formule generiche».

DISTENSIONE CON MOSCA. Se poi gli Stati Uniti, al termine dei 15 giorni che precedono l'effettiva entrata in vigore dei dazi, decidessero di applicare le tariffe senza esentare l'Unione europea, «poiché Bruxelles non è certo accusabile di dumping bisogna reagire rivedendo le sanzioni verso la Russia. e rilanciando un progetto di maggiore integrazione dei mercati con Mosca».

5) Confagricoltura: «Rischio di compromettere la ripresa economica»

Sulla stessa linea il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti: «Le guerre commerciali non giovano a nessuno e rischiano di compromettere la ripresa economica che è in atto su scala mondiale». Le esportazioni agro-alimentari italiane sul mercato statunitense ammontano a circa 4 miliardi di euro e hanno fatto registrare negli ultimi anni significative percentuali di crescita.

SOTTO INCHIESTA ANCHE I PRODOTTI AGRICOLI. Confagricoltura sottolinea come anche le importazioni di prodotti agricoli siano al centro delle indagini avviate dal Dipartimento del Commercio americano, che potrebbero portare ad applicare dazi anti-dumping. Secondo Washington, per esempio, i produttori spagnoli di olive da tavola ricevono sovvenzioni che potrebbero essere considerate illegali, da un minimo del 2 fino a un massimo di oltre il 7% sul valore del prodotto.

NEL MIRINO GLI INCENTIVI DELLA PAC. Si tratta per ora di una decisione preliminare, quella definitiva è attesa nel prossimo mese di aprile. Ma sulla base di questa determinazione, dallo scorso mese di ottobre, gli importatori americani sono tenuti a versare su tutte le partite un importo calcolato sulla base di tali percentuali. Nel mirino c'è il modello stesso su cui poggiano gli incentivi previsti dalla Politica agricola comune.

LA PROSPETTIVA DA SCONGIURARE. Se queste regole, condivise a livello multilaterale, venissero rimesse in discussione per le olive da tavola spagnole, secondo Giansanti «una larga parte delle esportazioni agro-alimentari europee verso gli Stati Uniti potrebbe essere, potenzialmente, sottoposta a dazi-antidumping. È' una prospettiva che va assolutamente scongiurata».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso