Ostellino
Cronaca
10 Marzo Mar 2018 1520 10 marzo 2018

Giornalismo, Piero Ostellino è morto

L'ex direttore del Corriere della Sera, fondatore del Centro Einaudi, è scomparso all’età di 82 anni. Polemista appassionato, era un convinto sostenitore del pensiero liberale.

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Lutto nel mondo del giornalismo. Piero Ostellino, ex direttore del Corriere della Sera e fondatore del Centro di ricerca Luigi Einaudi, è scomparso all’età di 82 anni. Ostellino, polemista appassionato, era un convinto sostenitore del pensiero liberale. Ecco il ritratto che ne ha fatto il Corriere della Sera.

DA VENEZIA A TORINO. Nato a Venezia il 9 ottobre 1935, Ostellino si era laureato in Scienze politiche all’Università di Torino. Nella città piemontese, all’inizio degli Anni 60, fu tra i fondatori del prestigioso Centro di ricerca Luigi Einaudi e della rivista ad esso collegata, Biblioteca della Libertà. Intraprese la carriera giornalistica molto giovane e approdò al Corriere della Sera nel 1967.

GLI ANNI 70 A MOSCA. Nel 1973 divenne corrispondente da Mosca, in piena epoca brežneviana. Mai tentato da indulgenze verso l’ideologia comunista o il sistema sovietico, si era tuttavia accostato a quella realtà con spirito laico, cercando di individuare i meccanismi concreti che muovevano la società dell’Urss e regolavano la vita dei suoi cittadini, senza lasciarsi guidare dai pregiudizi né tanto meno influenzare dalla propaganda del regime.

POI LA CINA DI MAO. Dopo l’Urss era venuta nel 1979 la Cina del dopo Mao, avviata verso le riforme radicali promosse da Deng Xiaoping, che Ostellino aveva seguito in presa diretta a Pechino con attenzione e curiosità. Quindi era tornato sul mondo sovietico, all’epoca in piena stagnazione pregorbacioviana.

LA DIREZIONE DEL CORRIERE. Terminata l’esperienza di corrispondente dall’estero, nel 1984 Ostellino era giunto alla guida del quotidiano di via Solferino e vi era rimasto per quattro anni. Dopo l’inchiesta Mani pulite, non più da direttore ma sempre come commentatore del Corriere, aveva osservato con preoccupazione il fallimento di ogni tentativo riformatore.

L'APPRODO AL GIORNALE. Anche dopo aver lasciato il Corriere per il Giornale, nel 2015, Ostellino continuava a sognare un’Italia liberale che assomigliasse di più alle democrazie anglosassoni, davvero rispettosa dei diritti individuali.

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