Zanon
12 Marzo Mar 2018 2057 12 marzo 2018

Consulta, indagato il giudice Zanon: «Mi dimetto»

Il magistrato sotto inchiesta per peculato d'uso. All'organo giudiziario restano ora due sedie vuote sulle 15 previste.

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Il giudice della Corte costituzionale Nicolò Zanon è indagato, a quanto si apprende, dalla procura di Roma per peculato d'uso. Professore ordinario di diritto costituzionale, nato a Torino il 27 marzo 1961, è stato nominato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano nell'ottobre 2014. «Sono sereno e conto di poter dimostrare l'assoluta insussistenza del reato che mi viene contestato. Tuttavia per rispetto dell'etica istituzionale e della funzione che ricopro, nonché per il rispetto che porto verso il Presidente della Corte Costituzionale, ho ritenuto di presentare le mie dimissioni al Presidente della Corte, Giorgio Lattanzi», ha dichiarato Zanon dopo aver appreso dell'indagine che lo riguarda.

USO DELL'AUTO PER FINALITA' NON DI SERVIZIO. Il fascicolo che riguarda il giudice Zanon è affidato al procuratore aggiunto Paolo Ielo. I fatti contestati risalirebbero a qualche mese fa. L'ipotesi è che l'auto con autista, che viene assegnata ai giudici costituzionali, e i relativi buoni benzina sarebbero stati usati per finalità non di servizio.

SECONDO GIUDICE INDAGATO IN POCHI MESI. Nei mesi scorsi un altro giudice costituzionale finì indagato dalla Procura di Roma: Augusto Barbera. In quel caso le contestazioni riguardavano presunti illeciti legati a concorsi universitari per sostenere un candidato. Ma furono poi gli stessi pm Paolo Ielo e Giorgio Orano a chiedere l'archiviazione, per intervenuta prescrizione.

DIMISSIONI RESPINTE. La Corte Costituzionale ha respinto le dimissioni del giudice Nicolò Zanon e in questa fase vale per lui l'autosospensione.

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