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Cronaca
11 Maggio Mag 2018 1507 11 maggio 2018

Cosa prevede il decreto per la stretta sulle armi da fuoco

Il Cdm ha approvato un documento con nuove disposizioni. Tra le novità c'è un sistema di tracciabilità di pistole e fucili, il divieto di "pezzi camuffati" e l'obbligo di attestare di aver avvisato i familiari.

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Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro dell'interno Marco Minniti, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che, secondo quanto riporta il comunicato stampa del Cdm, in attuazione della legge di delegazione europea 2016-2017 (legge 25 ottobre 2017, n. 163), detta disposizioni necessarie all'attuazione e all'adeguamento della normativa nazionale alla nuova direttiva dell'Unione europea relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi da fuoco e delle loro componenti essenziali.

La direttiva, nei suoi punti salienti, introduce disposizioni in merito alle modalità con cui devono essere marcate su tutto il territorio dell'Unione le armi da fuoco e le loro parti essenziali:

  • ridefinisce il sistema informatico di tracciabilità delle armi e delle munizioni che impone di conoscere in modo certo la data di fabbricazione e distruzione di ciascuna arma da fuoco e detta particolari regole tecniche per la loro disattivazione, il tutto per consentire anche, attraverso l'istituzione di una piattaforma informatica, lo scambio di informazioni tra i Paesi membri;
  • prevede forme di controllo e di monitoraggio più stringenti dei titoli di acquisizione e detenzione delle armi;
  • armonizza la durata delle autorizzazioni in materia di armi;
  • rimodula le categorie delle armi da fuoco, modificando i criteri di acquisizione e detenzione delle stesse.
  • introduce poi la nozione di "arma camuffata", cioè qualunque arma fabbricata o trasformata in modo da assumere le caratteristiche esteriori di un altro oggetto, chiarendo che tali strumenti sono assolutamente vietati.

PREVISTA ANCHE LA NOTIFICA AI FAMIGLIARI. Ma il provvedimento prevede anche altre modifiche delle norme in vigore, in particolare per ottenere il nulla osta all'acquisto di armi serve un'autocertificazione che dimostri come il richiedente abbia informato i famigliari della volontà di acquisire una pistola o un fucile. La mancata produzione dell'attestazione comporta l'impossibilità di acquisire il titolo, mentre la produzione di attestazione falsa o mendace comporta l'applicazione delle sanzioni penali previste dalla normativa vigente.

RIDOTTO IL PERIODO DELLA LICENZA. Infine, si riduce da sei a cinque anni la durata delle licenze di tiro a volo e di caccia di nuova emissione, nonché di quelle rinnovate successivamente alla data di entrata in vigore del decreto. Infine si modifica la normativa relativa al controllo della sussistenza e permanenza dei requisiti soggettivi sui detentori di armi, prescrivendo l'obbligo di presentare ogni cinque anni la prevista certificazione medica, per chiunque detenga armi comuni da sparo, ad eccezione dei collezionisti di armi antiche, e salvo che il detentore sia in possesso di licenza di porto d'armi. La mancata presentazione del certificato autorizza il Prefetto ad adottare il provvedimento di divieto detenzione di armi.

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