Sciopero
Cronaca
14 Maggio Mag 2018 1830 14 maggio 2018

Trasporto pubblico, come cambiano le regole per gli scioperi

La Commissione di garanzia degli scioperi ha approvato una nuova regolamentazione. Tra le novità la disposizione che tra due agitazioni dovranno passare 20 giorni.

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Un intervallo più lungo, da 10 a 20 giorni, tra uno sciopero e l'altro nel trasporto pubblico locale e l'obbligo di trasparenza sulle percentuali di adesione. Sono alcune delle principali novità della nuova Regolamentazione sugli scioperi nel tpl con cui la Commissione di garanzia ha provato a ridurre le proteste che troppo spesso, con metro chiuse e autobus a singhiozzo, tengono in ostaggio i cittadini delle grandi città.

ULTIMA REVISIONE 16 ANNI FA. Le nuove regole, che aggiornano la vecchia disciplina che risale a 16 anni fa, entreranno in vigore subito dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, attesa a giorni. La nuova regolamentazione, approvata dalla Commissione di Garanzia degli scioperi, adotta in gran parte il testo dell'accordo nazionale del 28 febbraio scorso concluso tra le associazioni datoriali e i sindacati (il primo accordo tra le parti dal 1990): ma la Commissione è intervenuta per modificare due aspetti specifici, la 'rarefazione' (ovvero l'intervallo tra uno sciopero e l'altro) e l'informazione all'utenza.

ORA 20 GIORNI DI SCIOPERO TRA UN ANNO E L'ALTRO. In particolare, è stato stabilito che tra l'effettuazione di due azioni di sciopero nel settore, indipendentemente dal sindacato che le proclama, incidenti sullo stesso bacino di utenza, deve in ogni caso intercorrere un intervallo di almeno 20 giorni, ovvero il doppio rispetto agli attuali 10 giorni. Sul fronte dell'informazione ai cittadini, le aziende saranno obbligate a pubblicare, almeno 5 giorni prima dell'inizio dello sciopero, insieme alle sigle che l'hanno proclamato e le motivazioni, anche i dati relativi alle percentuali di adesione registrati nel corso delle ultime astensioni proclamate dalle stesse sigle.

MISURA PER RESPONSABILIZZARE LE AZIENDE. Una misura che ha l'obiettivo di responsabilizzare le aziende, per evitare il ripetersi di fatti accaduti in passato, che hanno visto le aziende interrompere il servizio anche in presenza di adesioni bassissime da parte dei lavoratori. Il provvedimento della Commissione, tuttavia, non è piaciuto ad alcuni sindacati. La Uiltrasporti ritiene «inaccettabile» la decisione, che «invece di contemperare l'applicazione equilibrata dei due legittimi diritti costituzionali, quello della mobilità e quello dello sciopero, procede al ridimensionamento di quest'ultimo». L'aggiornamento delle regole sugli scioperi si è reso necessario visto il «significativo incremento della conflittualità registrata a livello locale», ha spiegato la Commissione nella delibera: lo scorso anno le proclamazioni sono state 443 e si sono concretizzate in 121 giorni di sciopero, a fronte delle 368 proclamazioni del 2016, concretizzatesi in 107 giorni di sciopero.

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