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Cronaca
16 Maggio Mag 2018 1407 16 maggio 2018

Milano, il Comune registrerà all'anagrafe un bimbo con due mamme

Lo confermano gli assessori Majorino e Cocco. Famiglie Arcobaleno e Rete Lenford presentano una guida per i Comuni: «Il nostro Paese è abbastanza maturo per compiere questo importante passo di civiltà».

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Dopo Torino, Milano. La giunta guidata dal sindaco Beppe Sala ha deciso di registrare all'anagrafe cittadina un bimbo con due mamme, come è già accaduto in altre città. Lo hanno confermato gli assessori alle Politiche sociali e ai Servizi Civici del Comune, Pierfrancesco Majorino e Roberta Cocco, rispondendo sul Fatto Quodiano alla rubrica di Selvaggia Lucarelli che alcuni giorni fa aveva pubblicato la lettera di una mamma, Corinna Marrone Lisignoli, che chiedeva di replicare a Milano quanto avvenuto a Torino.

MILANO, CITTÀ «PIONIERA». «Per noi si tratta di una decisione che prosegue nel solco del riconoscimento dei diritti», si legge nella lettera degli assessori, «campo nel quale Milano si conferma città pioniera. L'orientamento della amministrazione è quindi quello di tutelare i genitori e i loro bambini adottando questa procedura per tutte le mamme come Corinna e Francesca». Dopo la dichiarazione di nascita in ospedale, che prevede l'indicazione della madre biologica, «le signore potranno prendere appuntamento con la direzione Servizi Civici del Comune», concludono gli assessori, «per il deposito della dichiarazione di riconoscimento dell'altra mamma e la conseguente annotazione sull'atto di nascita».

Un passo avanti che deve diventare normalità. Per questo le associazioni Famiglie Arcobaleno e Rete Lenford-avvocatura per i diritti Lgbti, hanno realizzato una guida per le amministrazioni che intendono iscrivere all'anagrafe bambini con due madri nati in Italia o nati all'estero con due genitori dello stesso stesso, oppure integrare l'atto che riporta un unico genitore. «L'iniziativa è un nuovo modo per portare avanti la battaglia per il riconoscimento delle famiglie omogenitoriali», scrivono le associazioni in un comunicato. «Con diversi Comuni abbiamo già ottenuto dei risultati, mentre con altri l'interlocuzione è già molto avanzata: in particolare a Milano già da alcuni mesi è stato intrapreso un dialogo con il Comune e anche recentemente è stato fornito al sindaco un parere giudirico».

PIENA LEGITTIMITÀ. «La discriminazione ai danni di queste famiglie», continua il comunicato, «è uno degli aspetti che penalizza il nostro Paese nella classifica delle nazioni più gay-friendly in Europa stilata da Ilga Europe e che ci vede al 32esimo posto, lontanissimi dalle posizioni di vetta». Da tempo entrambe le associazioni «sono impegnate nel confronto con le amministrazioni e i tribunali per far crescere la consapevolezza che atti di nascita con due padri e due madri sono pienamente legittimi nel nostro Paese e, anzi, sono atti dovuti», spiegano le due presidenti, Marilena Grassadonia (Famiglie Arcobaleno) e Maria Grazia Sangalli (Rete Lenford). L'obiettivo della guida è mettere a disposizione dei sindaci e degli ufficiali di Stato civile uno strumento tecnico per orientarsi tra sentenze, leggi e precedenti. Pensiamo che, nonostante il difficile momento politico, il nostro Paese sia abbastanza maturo per compiere questo importante passo di civiltà. Le attuali leggi e le sentenze che si sono susseguite negli ultimi mesi e anni consentono di farlo».

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