MIGRANTI
Cronaca
3 Giugno Giu 2018 2043 03 giugno 2018

Nuova strage di migranti nel Mediterraneo: almeno 55 morti

Due barconi affondano davanti alla Tunisia e alla Turchia. Secondo le ultime stime dell'Onu, nel 2018 sono già 660 le persone che hanno perso la vita in mare.

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Mentre la politica si infiamma sul tema dei migranti, degli sbarchi e delle espulsioni, il Mediterraneo continua a inghiottire vite umane: in due naufragi, al largo della Turchia e della Tunisia, sono morte almeno 55 persone - ma nel caso della Tunisia il bilancio potrebbe essere molto più pesante dei 46 corpi recuperati prima dell'imbrunire domenica sera - tra cui sei bambini affogati nell'Egeo orientale. Lungo la stessa costa dove il mondo vide il corpo del piccolo curdo siriano Aylan Kurdi sul bagnasciuga, simbolo stesso della tragedia migratoria. La strage più drammatica è avvenuta nell'Ovest del Mediterraneo, dove sono almeno 46 i migranti morti (altri 67 tratti in salvo), tunisini e di altre nazionalità africane. Il naufragio è accaduto di notte al largo delle isole Kerkennah, in Tunisia.

A BORDO 180 PERSONE. Le unità di soccorso della marina tunisina sono intervenute dopo l'Sos per un peschereccio in difficoltà. Secondo fonti della sicurezza locale e di un superstite a bordo dell'imbarcazione viaggiavano circa 180 persone (un'ottantina provenienti da Paesi africani, oltre ai tunisini), il che fa temere un numero di vittime più alto. E nove migranti, tra cui i 6 bimbi, sono morti dopo che il motoscafo sul quale viaggiavano è affondato al largo delle coste turche.

Doaa, la profuga siriana sopravvissuta all'odissea nel Mediterraneo

Senza saper nuotare, la ragazza nel 2014 ha resistito per quattro giorni a una strage di naufraghi in mare. Come quella del 3 giugno 2018. Fleming, capo Comunicazioni Unhcr, racconta la storia: "Farà l'avvocato".

Il mezzo - riferisce l'agenzia turca Anadolu - avrebbe registrato un'avaria nel distretto di Demre, all'estremità del golfo di Antalya, zona molto frequentata dai turisti. Cinque persone sono state tratte in salvo e una è tuttora dispersa. Secondo l'altra agenzia turca, Dogan, i migranti stavano cercando di raggiungere l'Europa anche se la meta precisa non è nota. L'approdo in un Paese Ue più vicino alla loro rotta sarebbe stata la piccola isola greca di Kastellorizo, di fronte alla cittadina turca di Kas. Le identità e la nazionalità delle vittime non sono state rese note.

SALVATI 240 PROFUGHI. Mentre avvenivano questi drammi, i servizi di salvataggio marittimo spagnoli salvavano 240 migranti partiti dal Nord Afica a bordo di 11 barche. Uno degli immigrati è annegato. Lo hanno riferito gli stessi servizi i quali precisano che gli agenti hanno notato un cadavere galleggiare dopo aver salvato 41 migranti da un barcone che stava affondando. Gli altri sopravvissuti sono stati recuperati dalle altre imbarcazioni avvistate. Nel 2015 il tratto di mare fra Turchia e Grecia fu teatro di una drammatica migrazione di massa di profughi provenienti soprattutto dalla Siria.

660 MIGRANTI MORTI IN MARE. Un flusso di quasi un milione di persone in larga parte interrotto da un controverso accordo tra Ue e Turchia, che si è impegnata a fermare le partenze in cambio di aiuti economici e altre concessioni. Tuttavia i numeri degli sbarchi sulle isole greche hanno iniziato a risalire negli ultimi mesi, con situazioni assai critiche in particolare sull'isola di Lesbo. Secondo le ultime stime dell'Onu, sono 660 i migranti morti nel 2018 nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. Mentre nei primi quattro mesi dell'anno 22.439 migranti hanno raggiunto le coste europee.

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