Chi È Fatima Sergio Foreign Fighter
13 Giugno Giu 2018 1604 13 giugno 2018

Chi è Maria Giulia 'Fatima' Sergio, la foreign fighter italiana

La corte d'Assise d'appello di Milano ha confermato la condanna a 9 anni. Convertita nel 2008 e partita per la Siria nel 2014, la ragazza aveva cercacto di convincere la sua famiglia a raggiungerla. È latitante.

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La corte d’Assise d’appello di Milano ha condannato a 9 anni Maria Giulia ‘Fatima’ Sergio, confermando così la pena inflitta in primo grado alla foreign fighter italiana. Confermate anche per gli altri imputati le pene inflitte in primo grado, tra cui 10 anni al marito di Fatima, l’albanese Aldo Kobuzi. La donna risulta latitante.

DOPO CHARLIE HEBDO. Secondo quanto ricostruito dalla Corte d'Assise di Milano, questa è una storia che comincia il 7 gennaio del 2015, subito dopo la strage all'interno della redazione di Charlie Hebdo. La polizia intercetta due donne che hanno giurato fedeltà allo Stato islamico. Sono Maria Giulia Fatima Sergio e la sua guida spirituale, Haik Bushra. La prima si troverebbe in Siria. La seconda, dopo gli studi a Bologna, in Arabia Saudita. È quest'ultima che le dice: «L’uccisione di occidentali miscredenti non solo è legittima, ma è un dovere». E ancora: «Queste persone non sono innocenti poiché fanno parte di Paesi occidentali che vogliono colpire i Paesi musulmani».

LA RADICALIZZAZIONE. Anzi no, questa è una storia che comincia nel 2008 a Inzago, comune di Milano. È in quell'anno che Maria Giulia si converte all’Islam, cambia il suo nome in Fatima e inizia la sua personale radicalizzazione. Dopo qualche anno si convince che deve andare in Siria a dare il suo contributo, ma prima deve sposarsi con un aspirante mujaheddin. A settembre 2014, si unisce all’albanese Aldo Kobuzi. Secondo quanto hanno ricostruito i magistrati, sarebbe un «matrimonio combinato», «nato per via telematica e funzionale solo a partire». E nel giro di un paio di settimane entrano in Siria.

LA SIRIA. Lei insegna e lui viene addestrato in Iraq. Fatima cerca di convincere la sua famiglia a raggiungerla, ma le loro conversazioni su Skype vengono intercettate e nel luglio del 2015 il padre, la madre e la sorella vengono arrestati. Fatima chiede loro notizie in un'intervista al Corriere della Sera in cui, tra le altre cose, afferma: «Lo Stato islamico, sappi, è uno Stato perfetto. Qui non facciamo nulla che vada contro i diritti umani. Cosa che invece fanno coloro che non seguono la legge di Allah». La vicenda finisce il 13 giugno, con la condanna in contumacia a 9 anni. I suoi genitori, nel frattempo, sono passati a miglior vita. Secondo le autorità ci sono un centinaio di cittadini italiani che sono partiti come Fatima per unirsi allo Stato islamico.

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