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Migranti ed Europa
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Aggiornato il 26 giugno 2018 25 Giugno Giu 2018 1431 25 giugno 2018

Dove si trova la nave Lifeline

L'imbarcazione dell'Ong chiede aiuto alla Francia. A bordo le condizioni si stanno aggravando. Parigi suggerisce Malta come approdo, ma La Valletta frena e rilancia: «Inchiesta sul capitano della nave».

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Mentre il ministro dell'Interno Matteo Salvini in visita Libia continua la sua crociata contro le Ong - «Sappiano questi signori che i porti italiani sono e saranno chiusi a chi aiuta i trafficanti di esseri umani» - continua l'Odissea dei migranti a bordo della Lifeline e del cargo Alexander Maersk fermo a 4 miglia a Pozzallo.

LA RICHIESTA ALLA FRANCIA. Proprio dalla Lifeline arriva un'ennesima ricerca d'aiuto. «Siamo stati rifiutati da Germania, Olanda, Italia...oggi chiederemo alla Francia di accoglierci», ha detto alla radio francese Rtl Axel Steier, rappresentante dell'Ong che noleggia la nave che si trova ancora nelle acque a Sud di Malta e da cinque giorni è impossibilitata ad attraccare. «Se non abbiamo risposta lasceremo Malta per andare verso il nord...Spagna o Francia».

PARIGI: «FORSE SBARCO A MALTA». Il 26 giugno un portavoce del governo francese, Benjamin Griveaux, ha dichiarato in un'intervista a Rtl che Parigi evoca «una soluzione europea» per la Lifeline, con «uno sbarco a Malta». Ma da La Valletta arriva lo stop. Un portavoce del governo, ha scritto il quotidiano Malta Today, ha detto che Malta non ha ancora preso la decisione di accogliere la nave. Lo stesso Malta Today riferisce di colloqui in corso fra il presidente francese Emmanuel Macron e il premier maltese Joseph Muscat.

MALTA: «INCHIESTA SUL CAPITANO DELLA LIFELINE». Un comunicato del del gabinetto del premier Joseph Muscat nel frattempo ha comunicato che Malta ha aperto «un'inchiesta sul capitano della Lifeline che ha ignorato le istruzioni delle autorità italiane date in accordo alle leggi internazionali». E allo stesso tempo, si legge ancora nella nota, il governo di La Valletta esorta «gli Stati volenterosi a proseguire la condivisione di responsabilità per evitare un'escalation della crisi umanitaria».

MACRON IN VISITA DAL PAPA. Nel frattempo il capo dell'Eliseo è arrivato in Vaticano per un colloquio con Papa Francesco. Il presidente della Comunità di Sant'Egidio, Marco Impagliazzo, ha raccontato che «Il presidente Macron ha menzionato i corridoi umanitari come un modello della politica di immigrazione legale, soprattutto per le persone che hanno bisogno di protezione umanitaria».

La situazione a bordo sta peggiorando. Anche perché, come ha ricordato il capitano Claus-Peter Reisch, tra i 219 migranti ci sono 44 donne, quattro bimbi piccoli e 77 minori non accompagnati.

Circa lo stallo della Lifeline, dopo il rifiuto di Malta e dell'Italia di accoglierla, la ministra francese per gli Affari europei Nathalie Loiseau ha ribadito il principio di accoglienza nel porto più vicino. «È il diritto internazionale non possiamo sostituirlo con la legge della giungla». Loiseau ha poi criticato la linea del Viminale. «Non è certo il signor Salvini a poter dare lezioni alla Francia», ha detto all'indomani del mini-vertice di Bruxelles. «La generosità della Francia», ha continuato, «non può essere rimessa in discussione da nessuno e non è certo il signor Salvini che chiude i suoi porti a dare lezioni alla Francia». L'Europa, ha concluso, «non si riassume in uomini che parlano forte in assenza di forza».

DI MAIO SE APRIAMO A LIFELINE LA SEQUESTRIAMO. Nella serata del 25 giugno, intervenendo a Stasera Italia su Rete4, il ministro del lavoro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ha spiegato che se Spagna, Francia o Malta non apriranno i porti alla nave Lifeline, la farà entrare l'Italia ma poi sarà «sequestrata». Di Maio ha spiegato che la nave batte una «bandiera falsa». «Una cosa sono i salvataggi in mare», ha detto, «altra cosa è il traghettamento».

La polemica a distanza con la Francia prosegue anche per le parole del ministro dell'Interno Matteo Salvini. Il vicepremier, commentando l'ok allo sbarco del cargo Maersk a Pozzallo, ha detto che il governo italiano ha «cuore buono a differenza di Macron». «Il cargo aveva persone da soccorrere su indicazione della guardia costiera, che è lo Stato italiano», ha spiegato il ministro. «Le Ong straniere», invece, «non toccheranno più porti italiani», ha concluso.

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