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Cronaca
Aggiornato il 27 giugno 2018 26 Giugno Giu 2018 0926 26 giugno 2018

Polizia corrotta, otto persone arrestate a Roma

Un'indagine dei Carabinieri ha messo in luce una serie di reati contrari ai doveri di ufficio. Tra i fermati anche sei agenti e una funzionaria della procura che passava informazioni protette a D'Aguano attenzionato dalla Dda. Nella notte è andata a fuoco la Maserati dell'imprenditore. 

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Lo informava di tutto, in tempo reale. Raccontava l'evoluzione dell'inchiesta che lo riguardava in cambio di denaro e altre utilità, come l'acquisto di auto a prezzi stracciati o quote societarie. In procura, a Roma, da oltre nove mesi una "talpa" forniva notizie coperte dal segreto istruttorio a Carlo D'Aguano, imprenditore in odore di camorra e da tempo attenzionato dalla Dda per una serie di attività legate alle sale giochi e presunti contatti con i clan. Lei, Simona Amadio, da anni impiegata nella segreteria di un procuratore aggiunto di piazzale Clodio, è finita in galera assieme ad altre sette persone, di cui sei appartenenti alle forze dell'ordine in una inchiesta condotta dai carabinieri del nucleo investigativo.

IN FIAMME L'AUTO DI D'AGUANO. E nella notte tra il 26 e il 27 giugno l'auto di D'Aguano è andata a fuoco. A dare l'allarme alcuni residenti che hanno sentito un boato e visto le fiamme che avvolgevano la parte anteriore della Maserati parcheggiata sotto casa dell'uomo in zona Casal Monastero. Non si esclude l'origine dolosa.

«Se voglio arrivo dappertutto»: le intercettazioni della presunta talpa

Secondo i procuratori aggiunti Paolo Ielo e Michele Prestipino Amadio faceva parte di una vera e propria rete di informatori composta dal suo compagno, Angelo Nalci (addetto all'ufficio scorte della Questura) e da tre agenti del reparto Volanti e due agenti del commissariato Fidene. Nei loro confronti i pm contestano i reati di corruzione, accesso abusivo a sistema informatico e rivelazione del segreto d'ufficio. Tra gli arrestati anche l'agente Francesco Macaluso, che il 17 aprile scorso ha salvato un giovane di 28 anni che stava per lanciarsi da un palazzo in zona piazza Bologna.

«SE VOGLIO ARRIVO DAPPERTUTTO». «Ma questa gente che pensa...che io veramente da 23 anni sto a pettinare le bambole dentro alla Procura, prima di Milano e poi quella di Roma...se io voglio arrivo dappertutto e a me nessuno mi dice di no», diceva al telefono Amadio che è stata anche candidata alle ultime elezioni amministrative a Roma nelle fila di Noi per Salvini. Nell'ordinanza del gip Cinzia Parasporo viene citato un dialogo tra Amadio e Nalci in cui lei «ripercorre una conversazione avuta con D'Aguano che aveva necessità di qualcuno che gli potesse fornire informazioni circa l'esistenza di procedimenti penali sul suo conto». Amadio dice: «Io Carlo me lo voglio tenere, allora tu devi pensare amore, che come tutti 'gli impiccioni' lui ha amici poliziotti... la talpa in Procura...lui (D'Aguano ndr)...la prima cosa che mi ha chiesto è: 'mi posso fidare?'...a lui gli serve un appoggio in Procura, cioè qualcuno che va ad aprire a va a vedere».

DENARO E BONIFICI. In base a quanto emerge dalle carte dell'inchiesta D'Aguano garantiva ai poliziotti anche utilità in denaro. In particolare risultano anche bonifici per un totale di 17.690 euro concessi tra l'aprile e il dicembre 2016 a favore dell'Associazione Sportiva Dilettantistica Reparto Volanti, gruppo di cui fanno parte tre degli arrestati. A un altro agente, D'Aguano, arrestato più volte per spaccio di droga, dava una parte degli incassi del locale Arcadia di via di Settebagni, cioè 600 euro al mese, e lo scorso novembre gli aveva prestato una Ferrari che il poliziotto ha continuato ad avere in uso fino a oggi. In alcuni casi gli agenti hanno svolto anche servizio di sorveglianza presso i locali di proprietà dell'imprenditore.

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