Ragazzi Dispersi Thailandia
Cronaca
Aggiornato il 03 luglio 2018 2 Luglio Lug 2018 1753 02 luglio 2018

Trovati vivi i 12 ragazzi dispersi nella grotta in Thailandia

Sono tutti in buone condizioni. Erano spariti assieme al loro allenatore sabato 23 giugno. La notizia data dal governatore della provincia di Chiang Rai.

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Il miracolo in cui tutti speravano si è avverato: i 12 ragazzi thailandesi dispersi con il loro allenatore di calcio in una grotta da nove giorni sono stati trovati vivi. Il gruppo è stato raggiunto dai sub della Marina militare in un punto asciutto della grotta a oltre tre chilometri dall'entrata. Non si era mosso da lì fin dal giorno della scomparsa, il 23 giugno. «Li abbiamo trovati tutti e 13 in vita», ha detto Narongsak Osatanakorn, il governatore della provincia di Chiang Rai, che dirige i soccorsi all'interno della grotta Tham Luang. La conferenza stampa in cui è stato dato l'annuncio è stata scarna di dettagli sulle condizioni del gruppo, che finora è stato raggiunto solo da alcuni sommozzatori dopo due giorni di estenuante esplorazione di una grotta in cui molti punti erano resi impraticabili dall'acqua e dal fango.

LA GIOIA DEI PARENTI INCREDULI. L'arrivo di medici addestrati per le immersioni è avvenuto nel giro di poche ore. Alla notizia del ritrovamento, avvenuto attorno alle 22 locali (le 17 in Italia), la gioia è esplosa nell'intero campo base delle operazioni di soccorso e poi, mano a mano che si è diffusa, in tutta la Thailandia, che seguiva la corsa contro il tempo sotto lo slogan "Riportiamoli a casa". Decine di parenti dei dispersi hanno gioito increduli, a coronamento di una snervante attesa in totale assenza di notizie sulle condizioni dei loro ragazzi. «Sono così felice che non riesco a pensare ad altro», ha dichiarato un genitore al quotidiano thailandese The Nation.

SENZA CONTATTI PER 220 ORE. Il tripudio collettivo è comprensibile: molti temevano che, nonostante le dichiarazioni ottimistiche delle autorità, il gruppo non potesse più essere in vita. Hanno passato oltre 220 ore senza contatti con il mondo esterno, presumibilmente gran parte di esse nel buio totale e con scorte di cibo e acqua probabilmente sufficienti solo per l'escursione del pomeriggio in cui erano rimasti intrappolati. Il primo ministro Prayuth Chan-ocha ha ringraziato pubblicamente le squadre di soccorso, che negli ultimi giorni erano diventate una vera task force multinazionale, con la partecipazione di specialisti americani, britannici, australiani, cinesi e giapponesi, oltre che di appartenenti a una decina di agenzie governative, residenti e volontari. Passato il sollievo di averli ritrovati vivi, la sfida è ora quella di mantenerli in forze prima di riportarli alla luce in tempi brevi.

FORSE MESI PER SALVARLI. Potrebbero volerci, tuttavia, oltre quattro mesi per riportare in superficie il gruppo di ragazzini. Lo ha annunciato nella mattinata del 3 luglio l'esercito di Bangkok, mentre i tentativi di svuotare l'acqua dalla grotta Tham Luang con enormi pompe installate dai soccorritori hanno solo un limitato successo. Secondo un portavoce, i ragazzi, tutti tra gli 11 e i 16 anni, dovranno essere addestrati alle immersioni durante tutta la stagione delle piogge, che termina a novembre, e attendere che il rischio di precipitazioni scenda. Nel frattempo saranno nutriti e assistiti senza interruzioni, anche psicologicamente. Numerosi medici si sono già detti disponibili a trascorrere periodi con loro nel punto rialzato dove hanno trovato rifugio dall'acqua che ha inondato la grotta poco dopo il loro ingresso lo scorso 23 giugno.

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