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5 Luglio Lug 2018 1056 05 luglio 2018

Mercurio App, come funziona la nuova applicazione della polizia

Scaricabile sullo smartphone personale degli agenti, consente di inviare automaticamente un segnale d'allarme geolocalizzato per chiamare i rinforzi. Anche fuori dall'orario di servizio.

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Dopo il taser, per la polizia arriva anche una nuova applicazione scaricabile sullo smartphone personale degli agenti. Si chiama Mercurio App e consente agli operatori, anche liberi dal servizio, di lanciare automaticamente un segnale d'allarme geolocalizzato per chiamare i rinforzi e attivare l'ascolto ambientale. L'app è stata presentata il 5 luglio dal capo della polizia, Franco Gabrielli.

La sperimentazione positiva su 11 province ha consentito l'estensione del sistema a 44 Questure e già 1.500 poliziotti hanno scaricato l'applicazione sul loro telefonino. Entro la fine del 2018 verrà coperto l'intero territorio nazionale con ulteriori funzionalità dell'applicazione, come il man down che consentirà alla sala operativa, attraverso il giroscopio del cellulare, di capire se l'operatore è a terra, come fondamentale forma di autotutela dell'agente stesso.

Mercurio è anche il nome della piattaforma tecnologica già utilizzata della polizia per il controllo del territorio. Il sistema, fissato sulla plancia della Volante, è costituito da un tablet che può anche essere rimosso, e da una telecamera esterna dotata di zoom. Il sistema viene usato per la video-sorveglianza in mobilità e per il servizio di lettura automatica delle targhe.

Mercurio consente una geolocalizzazione costante tramite l'invio delle coordinate cartografiche alla Centrale operativa della polizia, che viene quindi informata in tempo reale sulla posizione delle unità e può intervenire in maniera più rapida ed efficace in situazioni di emergenza (leggi anche: Taser alle forze dell'ordine: sperimentazione al via in 11 città).

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