Dellutri
Cronaca
6 Luglio Lug 2018 1939 06 luglio 2018

Pena differita per Marcello Dell'Utri

Accolta la richiesta del cofondatore di Forza Italia, condannato a sette anni nel 2014 per concorso esterno in associazione mafiosa. La sua cardiopatia si è aggravata, andrà ai domiciliari.

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Il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha disposto il differimento della pena per il cofondatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri, condannato in via definitiva nel 2014 a sette anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. Il provvedimento è stato adottato tenendo conto dei problemi di salute di cui soffre l'ex senatore. Il differimento della pena comporta la scarcerazione e la concessione degli arresti domiciliari.

COSA PREVEDE IL CODICE DI PROCEDURA PENALE

Secondo il Codice di procedura penale, l'esecuzione della pena è obbligatoriamente differita per una persona che si trovi in uno stato di malattia tanto avanzato da non rispondere più né alle terapie di cura, né ai trattamenti disponibili. È necessaria una certificazione da parte del servizio sanitario.

I PRECEDENTI TENTATIVI ANDATI A VUOTO

Il 6 febbraio 2018 lo stesso Tribunale di Sorveglianza aveva respinto la richiesta di scarcerazione per motivi di salute avanzata dai difensori di Dell'Utri, detenuto nel carcere romano di Rebibbia, motivando la decisione con la possibilità di fuga. E a dicembre 2017 aveva bocciato una richiesta di sospensione della pena. All'ex senatore, cardiopatico e diabetico, è stato diagnosticato a luglio dell'anno scorso un tumore alla prostata.

IL RISCHIO DI «MORTE IMPROVVISA»

A incidere sulla concessione del differimento della pena è stato un aggravamento della patologia cardiaca di cui soffre Dell'Utri. Ora il detenuto, secondo i medici, rischia di morire all'improvviso: «La patologia cardiaca di cui soffre ha subito un recente e significativo aggravamento rispetto alle pregresse condizioni. Non sono secondarie le negative ricadute di altri fattori complicanti quali l’età, 77 anni, il trattamento radioterapico, la malattia oncologica e le condizioni psichiche. I sanitari hanno segnalato il rischio di morte improvvisa per eventi cardiologici acuti e hanno concluso per la non compatibilità con il carcere», è scritto nel provvedimento del Tribunale di Sorveglianza.

LA FUGA IN LIBANO E LA NUOVA CONDANNA

Dell'Utri, dopo la condanna definitiva riportata nel 2014, era fuggito in Libano. La sua latitanza durò pochi giorni e terminò con l'arresto a Beirut. Il cofondatore di Forza Italia, quattro anni dopo, è stato nuovamente condannato in primo grado nel processo sulla trattativa Stato-mafia a 12 anni di carcere.

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